Comacchio e Lidi

Proprietari di cani: Occhio ai bocconi avvelenati a Lido Volano

Proprietari di cani: Occhio ai bocconi avvelenati a Lido Volano

Parla Marco Mazzali, Presidente di Arci Tartufo


A una settimana di distanza dalla morte per avvelenamento di una cagnolina, vittima di un gesto spietato di una o più persone ancora senza un nome ed un volto, nella pineta del Lido di Volano l’allerta resta massima.

Anche l’accesso alle aree di parcheggio degli ultimi stabilimenti balneari, quelle che sconfinano con la pineta, è tappezzata di avvisi (come quello che potete vedere nella galleria dell'articolo) con i quali la Polizia Locale prescrive ai proprietari di cani l’uso tassativo della museruola.

Marco Mazzali, presidente dell’Arci Tartufo di Ferrara, condanna con durezza l’episodio di avvelenamento, bollando i responsabili come “assassini” e fa il punto della situazione. “C’è un accordo con il Parco del Delta – spiega Mazzali – per una raccolta mirata e sperimentale del tartufo in un’area della pineta del Lido di Volano . Tutti i tartufai che accedono con i loro cani sono muniti di tesserino, registrato dal Parco e segnalato alla Polizia Provinciale, che va esibito in caso di controlli. Da gennaio a marzo, per quattro giorni alla settimana – aggiunge Mazzali, dalle 6 del mattino al tramonto, solo chi è in possesso del tesserino può andare in cerca di tartufi in pineta.” 

Per diventare tartufaio è necessario sostenere un esame, curato dalla Provincia, nel corso del quale il candidato deve dimostrare di conoscere le norme che regolano la raccolta dei tartufi, ma deve essere anche in grado di rispondere alle domande specifiche sul prodotto e sulle modalità di raccolta, partendo dai segnali che manifesta il cane. Il superamento dell’esame autorizza il tartufaio ad andare in cerca di tartufi su tutto il territorio nazionale. 

L’uso della museruola, imposta dopo il caso di avvelenamento con un veleno potentissimo e letale di una settimana fa, può indurre il cane ad un rifiuto, se non abituato da cucciolo o comunque può dar adito a qualche resistenza. Ma può salvare la vita non solo ai cani da tartufo, ma anche a quelli che scorrazzano in pineta con i loro padroni.

Sui presunti affari che ruoterebbero attorno alla vendita dei tartufi raccolti in pineta, Mazzali spegne la polemica sul nascere ed afferma:. “Il businness sul marzuolo, il classico tartufo che nella nostra zona si raccoglie da dicembre a marzo, non esiste. Si va in pineta per raccoglierlo, per fare cene e mangiarlo tra amici, ma non certo per venderlo. Non è un prodotto pregiato.”

Da Mazzali arrivano anche consigli utili, per impedire il verificarsi di altre tragedie. “Quando si va in pineta è bene portare con sè una bottiglietta d’acqua con sale e farne bere quanta più possibile al cane spalancandogli la bocca, nel caso in cui avesse ingoiato un boccone sospetto o se lo si vede ansimare con la bava alla bocca (o con tremiti in tutto il corpo). 

L’induzione del vomito può arrestare il processo di avvelenamento in corso. Poi si corre dal veterinario e si lancia l’allarme, come abbiamo fatto la scorsa settimana, all’ASL, alla Polizia Provinciale, ai Carabinieri Forestali e alla Polizia Municipale.”

I luoghi da tenere d’occhio con maggiore attenzione sono le zone di parcheggio vicine alla pineta, perché è lì che i cani, una volta scesi dalle automobili, possono trovare più facilmente il bocconcino avvelenato. Per scongiurare nuovi casi di avvelenamento, si stanno muovendo in tutto il Paese squadre di addestratori di cani da caccia che, al termine dell’addestramento, sono chiamati a cercare eventuali bocconi avvelenati. 

“Il boccone risulta appetibile, odoroso, ma questi cani – conclude Mazzali -, si limitano a fiutare e a scovare quello avvelenato, senza ingoiarlo, ma lanciando il segnale al conduttore, per poterlo recuperare e rimuovere.” 

I numeri utili da comporre, in caso emergenza, sono i seguenti: Servizio Veterinario dell’ASL di Comacchio – tel. 0533-649725, Carabinieri Forestali - tel. 0533-355138, Polizia Municipale 0533-315380/381 e Compagnia Carabinieri di Comacchio – tel. 0533-319900.

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