Comacchio e Lidi

Il Delta del Po sparirà entro il 2100?

Il Delta del Po sparirà entro il 2100?
La mappa elaborata da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) segna in rosso le zone esposte al rischio maggiore

Come reagireste se vi dicessero che il 100% della popolazione residente a Codigoro, Lagosanto, Comacchio, Fiscaglia, Goro e Mesola rischia di ritrovarsi sotto il livello del mare tra meno di un secolo? Anni di faticose bonifiche per strappare all’acqua i territori che oggi sono abitati da oltre 60 mila persone, che a pochi centimetri di altezza sul livello del mare (o addirittura sotto) hanno costruito abitazioni, industrie, interi centri urbani attraversati da strade, ponti, popolati da quartieri residenziali, intervallati da quei canali che ricordano ogni giorno che lì, fino a due/tre secoli fa, l’acqua era ovunque. 

Niente panico, o forse sì? Secondo i recenti studi sull’evoluzione dei cambiamenti climatici, purtroppo la situazione non è per nulla rassicurante. Nel nostro territorio, paradiso di specie faunistiche e floristiche uniche, solcato da itinerari naturali che tolgono il fiato, il 100% degli esseri viventi sono a rischio: il livello del mare crescerà ad una velocità tale da sommergere queste terre entro il 2100, quando in Italia andranno persi oltre 5mila km quadrati di pianura

Se non siete particolarmente ansiosi, potete sbizzarrirvi con la mappa interattiva messa a punto da SkyTG24 nell’ambito dell’inchiesta “Dissesto Doloso”, che ha studiato il rischio idrogeologico dell’intera penisola, classificando ogni Comune con un grado di esposizione al rischio di inondazioni, frane, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Il problema del Delta non è certo quest’ultimo, ma quello relativo alle inondazioni, inevitabili se il trend di innalzamento del livello del mare e il contemporaneo abbassamento della crosta terrestre dovesse proseguire sulla strada intrapresa oggi.

Spesso ci rendiamo conto del rischio solo quando assistiamo ai disastri causati dal maltempo”. Come negarlo? Quanto ci sconvolge assistere ad alcuni fortunali, sempre più violenti, che hanno cambiato volto a zone come quella dei lidi comacchiesi? Si tratta di episodi anche recenti, impressi nella nostra memoria e nelle cronache locali, immagini paurose facilmente recuperabili o già impresse nella memoria.

È la natura che di ribella, si dice in questi casi: un’espressione veritiera. La natura, certo, fa il suo corso e la storia ci insegna che la conformazione delle terre emerse è in continuo mutamento dalla notte dei tempi. Ma l’accelerazione dei processi e degli effetti del cambiamento climatico globale è allarmante. Gli esperti dell’IPCC hanno calcolato che la temperatura media mondiale è cresciuta di 0,17 gradi ogni dieci anni negli ultimi 70 anni, con effetti a catena impressionanti.

Non è mai troppo tardi per invertire la tendenza, ma non è possibile rimandare. Lo conferma anche l’Unione degli scienziati, che di recente ha lanciato l’allarme sulla rivista scientifica Bioscienze

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