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L'estate di San Martino, tra leggenda e realtà

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Giornate serene, tiepide e asciutte, il sole che risalta i colori dell’autunno e rende piacevoli le ultime scampagnate all’aria aperta prima che il freddo arrivi per davvero. È l’estate di San Martino, quella che in questi giorni riporta su le temperature dopo un periodo di maltempo diffuso e di clima più freddo e umido. 

Tutto nella norma: come ogni anno la seconda settimana di novembre è caratterizzata da un periodo di bel tempo e tepore nell’aria, un fenomeno che nell’emisfero australe si verifica tra fine aprile e inizio maggio, mentre nel nostro emisfero boreale cade in concomitanza di San Martino, la ricorrenza religiosa che si festeggia l’11 novembre. 

Tant’è che nella tradizione popolare anche l’origine del nome di questo fenomeno meteorologico è legata alla storia del Santo, che nel nostro territorio viene festeggiato come patrono di Codigoro con numerose iniziative e una sagra (QUI per saperne di più), ma anche nei paesi limitrofi. 

Secondo la tradizione infatti, nel Trecento il giovane militare Martino di Tours (oggi San Martino, protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri), nel vedere un mendicante seminudo soffrire il freddo durante un acquazzone, gli donò metà del suo mantello, riparandosi con la sua metà e proseguendo il cammino sotto la pioggia. All’improvviso però il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite, il sole comparve e iniziò a scaldare la terra, come se fosse di nuovo estate.

Leggenda popolare a parte, l'estate di San Martino trova comunque riscontro nella meteorologia. Gli inglesi la definiscono “Indian Summer” (estate indiana) e altro non è che un veloce transito dell’alta pressione in corrispondenza dei primi giorni di novembre. Veloce, perché come dice il proverbio… l’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino.

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