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Gli Ecomusei del Delta, se ne parla in Croazia

Gli Ecomusei del Delta, se ne parla in Croazia

I rappresentanti dei musei del territorio al meeting del progetto Culturecovery

Come conservare e far conoscere la storia e l’identità dei nostri luoghi? Come raccontarla e spiegarla ai turisti? E come coinvolgere attivamente le giovani generazioni, futuro di questi territori? Di questo e di tanto altro si è parlato il 3 e 4 ottobre a Rovigno e Mošćenička Draga in Croazia, al terzo meeting del progetto Culturecovery, finanziato dal programma Central Europe e promosso da partner provienti da tutta Europa, tra cui l'ente ferrarese Delta2000

Obiettivo del progetto è quello di identificare le modalità e gli interventi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio immateriale culturale del territorio. Per questo, il meeting ha visto la presenza dei rappresentati degli Ecomusei del nostro territorio, quello del Cervo e del Bosco della Mesola con Lidiana Straforini (ospitato nel Castello di Mesola, vedi MAPPA), quello di Argenta con Francesca Gambetti e quello delle Erbe Palustri di Bagnacavallo.

Con loro in terra croata, una delegazione di Delta 2000 composta da Mauro Conficoni, Destination Manager e consigliere delegato DELTA 2000, Marzia Cavazzini, project manager e da Andrea Succi, esperto in marketing territoriale e turismo esperienziale.  I rappresentanti degli ecomusei, che sono i soggetti che si sono dati il compito di conservare e far conoscere il patrimonio dei territori, hanno colto diversi spunti che valuteranno di applicare al loro contesto. 

Nei territori visitati in Croazia è infatti apparso chiaro come la possibilità di proporre la storia e la cultura di un territorio in maniera efficace debba essere necessariamente coinvolgente per il turista visitatore. La possibilità di coniugare gli antichi saperi, le tradizioni di un tempo con la proposte e offerte gastronomiche tradizionali, in un connubio che permette di entrare nella storia del territorio gustandola con tutti i sensi, non solo con gli occhi, ma anche con le orecchie, con il tatto, con il gusto, con gli occhi e di portarsene poi a casa un pezzetto, se non fosse altro che attraverso una piccola riproduzione di una storia parte della batana tradizionale, rappresenta quel quid in più che può favorire un maggiore interesse nel visitatore. 

La strutturazione anche per piccoli ecomusei di strumenti multimediali innovativi basati sull’interazione e l’azione del visitatore, unitamente all’organizzazione periodica di eventi connessi, favorisce curiosità e appeal per i visitatori.

I successivi step del progetto Culturecovery, prevedono la realizzazione di workshops e attività formative mirate ai gestori degli ecomusei, ma anche il coinvolgimento delle scuole del territorio del Delta attraverso un progetto congiunto che vuole stimolare la partecipazione e la conoscenza dell’inestimabile patrimonio immateriale di cui ogni territorio dispone attraverso l’uso delle nuove tecnologie , ovvero quegli strumenti diventati ormai il pane quotidiano dei nativi digitali.
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