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La sacca di Goro avrà più ossigeno

La sacca di Goro avrà più ossigeno

La Regione Emilia Romagna dona ossigeno grazie a un progetto europeo

Più ossigeno per la Sacca di Goro grazie al progetto europeo cofinanziato dal Comune di Goro e dalla Regione Emilia Romagna che consentirà la realizzazione di una nuova chiavica sull’argine che separa la Sacca stessa dal Po di Goro, nei pressi di Gorino.
Ammontano in tutto a 800 mila euro le risorse messe a disposizione (oltre un terzo delle quali dall’ente regionale) per combattere il fenomeno dell’anossia che colpisce senza pietà la zona lagunare di Goro, patria delle vongole veraci e fonte di sostentamento per pescatori e allevatori ittici del territorio.
Come spiegato dall’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo, caldo, cambiamenti climatici e scarsa ventilazione hanno messo a dura prova l’ossigenazione della parte più interna del bacino, causando morie di vongole e quindi danni economici non indifferenti alle attività locali. Un problema segnalato nel tempo, con grande preoccupazione, anche dalle amministrazioni locali, a cui la Regione ha voluto dare una risposta concreta programmando questo intervento, anche per ragioni ambientali e non solo economiche.
Il nuovo manufatto – ha spiegato il responsabile Claudio Miccioli - contribuirà a regolare gli scambi idrici fra le acque dolci del Po di Goro e quelle salmastre della sacca e a favorire, anche con l'utilizzo di pompe meccaniche, una maggiore dinamicità idraulica dell'intera area, al fine di contrastare lo sviluppo delle macroalghe o le eventuali crisi anossiche”.
I lavori (che fanno parte del progetto europeo Life 13 NAT/IT/000115 coordinato dalla provincia di Ferrara, con Carabinieri forestali, Regione Emilia-Romagna, il Parco del Delta del Po, l’Università di Ferrara, i produttori della Sacca e il Comune di Goro) partiranno a breve, andando a sostituire l’attuale impianto ormai non più efficace perché totalmente ostruito e non utile a regolare lo scambio idrico necessario tra la sacca e fiume.
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