Comacchio e Lidi

Momo: ti conosco mascherina!

Momo: ti conosco mascherina!

Breve storia di una creepypasta su whatsapp

Momo è diventato un fenomeno social dai tratti creepy. In meno di un mese ha allarmato le autorità di alcuni Stati, facendo temere una nuova Blue Whale. Immediatamente opinionisti, blogger e youtubers (più o meno chiaramente) si sono fermati a parlare di questo fenomeno, non facendo altro che alimentarne la portata.

La nuova leggenda metropolitana parla di un’inquietante figura, con grandi occhi e sorriso particolarmente ampio, che pare contattare le sue “vittime” tramite whatsapp, minacciandole di morte certa qualora interrompano la catena.

In verità la storia è molto più semplice: nell’agosto del 2016 a Tokyo viene esposta una scultura intitolata “Mother bird” realizzata da Keisuke Aizawa per la Link Factory, società di effetti speciali giapponesi, che viene fotografata da alcuni visitatori affascinati e poi pubblicata su Instagram. La Mother Bird (donna uccello) ha il viso contornato da capelli lunghi neri e unti, occhi enormi e un sorriso alla Jocker di Batman. 

Rapidamente la foto passa sui social spagnoli, dove si inizia a parlare della maledizione e di un fantomatico numero Whatsapp appartenente a Momo (compare anche un video ben fatto ma chiaramente fake).

Il 10 luglio 2018 l’utente di Reddit  AlmightySosa00 (mai rintracciarto finora) pubblica le foto della scultura. L’11 luglio 2018 la Youtuber inglese ReignBot (…che esplora le stranezze di internet!) ne parla sul suo canale, raggiungendo 96.000 visualizzazioni e 3.700 commenti in brevissimo tempo. Da qui la divulgazione a macchia d’olio. (fonte Know Your Meme). 

Non sono mancate segnalazioni che riportano la somiglianza tra Momo e Tsuyu Asui, un personaggio Manga che viene descritto come una ragazza con “occhi molto larghi con iridi completamente nere e ciglia inferiori particolarmente lunghe. Come una rana, ha una bocca ampia..”. La stessa Shelley Duvall (protagonista con Jack Nicholson in Shining) viene richiamata per caratteristiche simili, tra gli utenti della rete.

Abbiamo visionato per voi i video, letto ovunque e alla fine ci siamo trovati a sorridere rispetto a quello che riteniamo essere una fantastica bufala o un geniale tentativo di phishing. Tanto di cappello se cela una trovata pubblicitaria.

Momo non fa paura, ma un consiglio lo diamo volentieri: sempre vigili rispetto l'utilizzo dei social da parte dei vostri figli, le minacce sono ben più spaventose di una scultura giapponese.

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