Comacchio e Lidi

Zanzare, la disgrazia del Delta

Zanzare, la disgrazia del Delta

Impossibile godersi una serata all'aperto

Sono capaci di rovinare la festa più attesa, cene ed eventi all’aperto, da quelli di piazza a quelli nel proprio giardinetto. Sono veri e propri animali da compagnia per chi abita nel nostro Delta. Le zanzare qui sono certamente di casa, complice la conformazione stessa del territorio, una volta zona paludosa bonificata nel corso degli ultimi due secoli. Se si volesse fare una statistica di popolazione per razza, certamente sarebbe quella delle zanzare la più numerosa.

Combattute a suon di rimedi naturali e non, insetticidi, lozioni e repellenti anti-puntura, disinfestazioni del territorio per larve e adulti, i fastidiosi insetti difficilmente abbandoneranno alcune zone particolarmente adatte ad ospitarle. Inoltre, ad influire sulla riuscita del trattamento ci sono variabili non sempre controllabili. Per questo la lamentela dei cittadini nei confronti di chi si occupa come può della disinfestazione non manca mai nei territori più colpiti.

Sempre più presente è poi la zanzara tigre, una specie originaria del sud est asiatico particolarmente versatile e resistente. Importata in occidente probabilmente attraverso il commercio di copertoni usati, Tigre si è diffusa abbondantemente negli ultimi decenni in Europa, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale e superando barriere ambientali notevoli che le consentono di superare anche gli inverni più rigidi. In Italia esce allo scoperto come insetto adulto da marzo a novembre-dicembre, ma la deposizione della uova invernali, quelle destinate a svernare, si conclude entro la fine di ottobre e metà novembre.

La sua puntura, come quella di tutte le zanzare, è necessaria alla riproduzione della specie. La femmina infatti, dopo l’accoppiamento cerca un ospite da pungere per ricavare il pasto di sangue utile a maturare le uova. Dopo la puntura vola verso luoghi adatti in cui deporre, per poi ricomincia il ciclo ripetendolo più volte.

La prevenzione nei mesi più caldi passa attraverso semplici azioni quotidiane che possono affiancare i trattamenti più vasti programmati da aziende sanitarie e amministrazioni comunali. I cittadini infatti possono contribuire alla ‘lotta’ cercando di:

• evitare l’abbandono di materiali in cumuli all’aperto che possano raccogliere l’acqua piovana
• eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni, innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a cielo aperto
• pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi (l’abitudine di portare le piante al riparo dai freddi invernali, infatti, è probabilmente una delle cause che generano, all’arrivo della primavera la schiusa delle uova invernali)
• introdurre pesci rossi, grandi predatori delle larve di zanzara, nelle vasche e nelle fontane dei giardini

Le zanzare possiedono poi molti nemici naturali, come i pipistrelli e alcuni uccelli insettivori. Ciascuno può sostenere questi nemici con operazioni di protezione dei nidi (di rondini ad esempio) o con l’installazione di appositi nidi artificiali (le cosiddette ‘box’ dei pipistrelli).

E voi come conducete la vostra personale battaglia alle infernali zanzare?

Fonti:
Cossu, Carlo & G Sotgiu, M & Verdinelli, Marcello & Pantaleoni, Roberto. (2013). Le Zanzare. Conoscerle e difendersi.
Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute - Istituto Superiore di Sanità

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