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Violenza domestica, il sindaco di Mesola: "Nostro dovere combattere questa cultura discriminatoria"

Violenza domestica, il sindaco di Mesola: "Nostro dovere combattere questa cultura discriminatoria"

L'intervento del primo cittadino dopo un ulteriore fatto di sangue che ha colpito una concittadina


"Abbiamo il dovere come amministrazione di perseguire il contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne". È il pensiero espresso dal sindaco di Mesola Gianni Padovani a pochi giorni dalla triste vicenda che ha coinvolto una famiglia residente sul territorio, e nello specifico il violento ferimento di una donna di 49 anni da parte di suo marito.

Un fatto di sangue che ha comprensibilmente sconvolto la comunità, che non ha fatto mancare il supporto alla famiglia colpita e in particolare ai figli della coppia. "Desidero esprimere a coloro che hanno accolto i ragazzi, è un onore amministrare comunità che, anche se piccole, nei momenti più difficili riescono a dare fondo a imponenti riserve di solidarietà ed umanità" commenta il sindaco. 

"L'amministrazione si impegna peraltro a garantire aiuto alla signora ferita, una volta tornata in buone condizioni di salute, nella speranza di contribuire a creare le condizioni affinché lei ed i suoi figli possano avere una vita quanto più serena possibile".

"Occorre contrastare ogni forma di violenza, che già ha causato nel nostro Comune un altro terribile fatto di sangue pochi anni fa: al netto degli integralismi religiosi - aggiunge Padovani - esiste un'evidente problema culturale, radicato in tutto il paese e che, anche se non provoca necessariamente episodi terribili come quelli accaduti a Mesola, impedisce un mancato miglioramento delle condizioni generali di vita delle donne e che in tal senso mette l'Italia fra gli ultimi posti in Europa".

"La nostra amministrazione - conclude - cercherà di combattere con tutti i mezzi di cui dispone ogni residuo di cultura patriarcale e discriminatoria, cercando di sradicare l'idea che alle donne non debbano venire riconosciuti pari dignità, capacità e considerazione rispetto alla controparte maschile".

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