Comacchio e Lidi

Lavori alla Foce Gobbino, un nuovo 'affaccio sul mare' per le Valli di Comacchio

Lavori alla Foce Gobbino, un nuovo

Ultimato l'intervento programmato dal Parco del Delta, oltre 14 mila metri cubi di terreno movimentati


Da qualche giorno le Valli di Comacchio hanno di nuovo un 'affaccio sul mare': sono infatti stati ultimati i lavori di riescavo della foce del canale Gobbino, programmati dall’Ente Parco del Delta del Po e finanziati dalla Regione Emilia Romagna nell'ambito del programma operativo triennale (2018-2020) dedicato alle Valli di Comacchio

Si tratta di un’operazione che si è estesa per un tratto di circa 330 metri dalla linea di costa verso l’interno, ad una profondità di 2 metri rispetto al medio mare, e che ha comportato una movimentazione complessiva di terreno di circa 14.300 metri cubi.

Il collegamento tra mare e Valli di Comacchio, garantito dal Canale Gobbino, è essenziale in quanto permette di caratterizzare le Valli come acque salmastre, o di transizione, tipiche dell'habitat Lagune costiere (che identifica distese di acqua salmastra litoranea e poco profonda, con salinità diversa e volume di acqua completamente o parzialmente separato dal mare da banchi di sabbia. 

I lavori di scavo, affidati alla Ditta De. Ma. srl di Bosco Mesola e diretti dall’ ingegnere Alberto Alberti, erano stati sospesi a marzo a causa dell’emergenza pandemica e sono ripartiti poi a metà settembre, con un mese di ritardo rispetto al previsto per consentire l’involo delle specie protette ivi nidificanti: l’area del Canale Gobbino è infatti una zona ad alta valenza ambientale e tutelata in quanto Riserva Naturale dello Stato, segnalata dal raggruppamento Carabinieri Forestali per la Biodiversità e che vede la presenza di numerosi nidi di specie protette (fratino ed avocetta). 

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