Comacchio e Lidi

Il Covid non molla, nel Delta il 10 per cento dei casi del ferrarese

Il Covid non molla, nel Delta il 10 per cento dei casi del ferrarese

L'andamento della pandemia in provincia di Ferrara: si è tornati ai casi positivi di fine maggio


Dopo settimane di apparente tregua, il temibile Covid19 ha, come sappiamo, rialzato la testa con una curva di contagi che preannuncia una inevitabile seconda ondata della pandemia. Anche in Italia le infezioni da Coronavirus sono in crescita, mentre fuori dai confini nazionali e in giro per il mondo si stanno delineando nuove emergenze, con numeri da capogiro.

Restando nel nostro territorio, la pandemia ha annullato tutti i traguardi di 'quota zero' faticosamente conquistati all'inizio della stagione estiva: gli unici Comuni Covid Free al momento in provincia di Ferrara sono quelli di Goro e Masi Torello, tutti gli altri contano almeno un cittadino infetto, con numeri più alti per i centri maggiori, Ferrara e Cento. 

Nel basso ferrarese, considerando i dati fino al 17 settembre, si contano 26 casi di positività sui 260 dell'intera provincia: esattamente il 10% dei casi sono perciò concentrati nei comuni di Codigoro (5), Comacchio (8), Fiscaglia (4), Jolanda (1), Lagosanto (1), Mesola (2), Ostellato (1) e Tresignana

Come si può vedere nel grafico, al 4 maggio (data di avvio del monitoraggio a disposizione) i casi positivi in provincia erano 488. Oggi si contano gli stessi casi che si contavano a fine maggio e, anche se speriamo non accada, presto i numeri potrebbero tornare a quelli di inizio maggio o addirittura potrebbero superarli. 

A preoccupare è anche la situazione dei posti letto Covid negli ospedali della provincia: a Ferrara (Cona) attualmente ci sono 22 posti liberi su 43, mentre all'ospedale del Delta di Lagosanto sono liberi ancora 4 posti su 10 disponibili. 

La stragrande maggioranza dei tamponi effettuati quotidianamente sulla popolazione è comunque negativa (il 17 settembre erano positivi 11 tamponi su 501, circa il 2%).

In attesa di un vaccino anti-Covid19, l'unica via per limitarne la diffusione resta la messa in pratica delle misure di precauzione che siamo stati abituati ad adottare negli ultimi sei mesi, dal distanziamento interpersonale all'utilizzo della mascherina per proteggere le vie aeree, bocca e naso, l'igienizzazione delle mani e delle superfici con cui entrano in contatto soggetti diversi. 

La speranza è che non si debba tornare alla tragica conta di contagi, vittime e ricoveri che ci ha accompagnato da marzo ad oggi. Per scongiurarlo, ciascuno di noi sarà chiamato a fare la propria parte, augurandoci che presto la scienza venga in nostro soccorso per metterci al sicuro da questo virus, che in tutto il mondo ha causato (ad oggi) 30,5 milioni di contagi e 950 mila morti. 

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