Comacchio e Lidi

A Comacchio c'è chi si batte contro il 5G

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Legambiente e i membri dei comitati civici hanno incontrato l'amministrazione comunale


L'installazione delle antenne 5G sul territorio di Comacchio preoccupa da qualche tempo non solo i residenti del Comune costiero, ma anche turisti, frequentatori abituali della costa e cittadini dei Comuni limitrofi. La questione li ha convinti a costituire nelle ultime settimane più di un Comitato spontaneo, con la chiara intenzione di opporsi all'attivazione dei ripetitori di ultima tecnologia.

Nella battaglia contro il 5G, i membri dei comitati civici hanno recentemente trovato l'appoggio di Legambiente Delta del Po, che ha chiesto e ottenuto insieme a loro un incontro con l'amministrazione comunale e nello specifico con il sindaco Denis Fantinuoli. Il faccia a faccia è stato l'occasione per ribadire la contrarietà alla nuova tecnologia, ancora sconosciuta negli effetti che potrebbe provocare alla salute dell'uomo. 

"Mancano studi sulla reazione del corpo umano sottoposto all’inquinamento elettromagnetico, quindi è necessario siano presentati studi indipendenti che garantiscano la salute del cittadino, ma non solo, anche quella degli animali e dell’ambiente circostante" spiegano i membri dei comitati e i volontari di Legambiente. 

Lo scorso 25 giugno il gruppo ha potuto incontrare il sindaco Fantinuoli, che ha concordato con i rappresentanti circa la preoccupazione per l'impatto delle antenne di ultima generazione e li ha rassicurati ricordando che il Comune di Comacchio non è tra i Comuni interessati alla sperimentazione

Attualmente sono 7 le antenne che hanno ricevuto l’autorizzazione dall’Arpae a potenziare i trasmettitori sul territorio comacchiese. Per il momento l’utilizzo non è autorizzato. Il Sindaco ha inoltre assicurato che prima di possibili autorizzazioni verrà chiesta garanzia che le onde elettromagnetiche siano di potenza tale da non comportare danno alla salute dei cittadini. 

"Abbiamo chiesto di essere informati e di stabilire un tavolo di confronto per evitare di subire una nuova tecnologia che comunque utilizza onde elettromagnetiche non desiderate e probabilmente nocive" concludono i rappresentanti Marino Rizzati, Susanna Pucci e Christian Cazzanti. 

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