Comacchio e Lidi

L'appello delle strutture sanitarie: "Non abbandonate i nostri anziani"

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Da Lido delle Nazioni l'Hotel David si fa portavoce di un messaggio urgente


Dalla fine di febbraio non possono più vedere i loro cari, devono attenersi a rigide regole di distanziamento sociale e, nei casi più critici, di isolamento. Hanno dovuto limitare al minimo le uscite e rinunciare quasi completamente al contatto fisico così caro nelle situazioni di disagio e, ad oggi, ancora non sanno quando potranno ritornare a giorni più tranquilli.

E tra una visita medica, un pasto, una breve passeggiata e qualche piccolo svago, gli anziani barricati all'interno delle case protette e delle strutture residenziali per anziani, trascorrono la maggior parte delle loro lente giornate tra dubbi e paure più che comprensibili. 

È questa la sensazione di disagio e smarrimento che dilaga anche all'interno delle diverse strutture, che lamentano la mancanza di direttive precise.

“Abbiamo bisogno di regolamenti chiari che ci permettano di programmare i prossimi mesi – ci spiega Piermaria Malagò direttore della struttura per anziani Hotel David del Lido delle Nazioni. "Siamo ancora in una fase di emergenza e per questo ci atteniamo, come fatto finora, a tutte quelle disposizioni mediche e sanitarie che ci sono state indicate per prevenire il diffondersi del coronavirus, ma desideriamo avere qualche certezza in più”.

Un problema che accomuna tutte le strutture dedite alla cura degli anziani, vincolate ormai da mesi da protocolli rigidi e dinamiche nuove.

“L'impressione è che gli anziani siano stati abbandonati al loro destino e non possiamo permettere che ciò accada: gli si legge negli occhi il disagio e la tristezza di non poter godere dei piccoli piaceri della vita in una fase già di per sé delicata. Dobbiamo fare di più”. 

Le misure emergenziali che bloccano i nuovi ingressi prevedono intanto uno scrupoloso controllo e un percorso che prevede l'obbligo di tampone e l'isolamento di 14 giorni. 

“Questi sono solo alcuni degli aspetti che richiedono la massima attenzione, così come i controlli attraverso i test sierologici che dovrebbero essere fatti ogni 15 giorni ma che, a tutti gli effetti, subiscono forti ritardi o del fatto, non meno sottovalutabile, che stiamo lavorando sotto numero. La nostra struttura, per fortuna, non è stata toccata da casi di Covid-19 ma, uniti e solidali con le altre residenze analoghe, vogliamo farci portavoce affinchè arrivino presto nuovi e più chiari regolamenti per aiutare noi e i nostri anziani”.

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