Comacchio e Lidi

Legambiente torna in spiaggia per catalogare i rifiuti del Po

Legambiente torna in spiaggia per catalogare i rifiuti del Po

I volontari del circolo di Comacchio all'opera per il programma 'Marine Litter'


Anche quest’anno il circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio ha aderito al progetto 'Marine Litter', che prevede il monitoraggio scientifico delle plastiche e dei rifiuti spiaggiati lungo le coste del litorale, una procedura che permette di comprendere quali materiali deturpano le nostre spiagge: conoscerli infatti significa avere elementi certi per intervenire ed agire sulle nostre abitudini di consumo e sui nostri comportamenti.

Dopo lo stop forzato determinato dai decreti regionali per il contenimento del Covid19, il Circolo ha ripreso le attività sul territorio partendo dalla raccolta e catalogazione dei rifiuti depositati dal mare sul tratto di spiaggia libera in zona Vascello d'Oro, a Lido degli Scacchi.

Nei giorni scorsi i volontari hanno delimitato un tratto della spiaggia lungo 200 metri e registrato ogni piccolo o grande rifiuto ritrovato annotandoli per la loro tipologia. Regina del rifiuto è ancora la plastica, che non si degrada se gettata in mare e anzi diventa ancora più pericolosa perché si frantuma in piccole parti (le cosiddette microplastiche) che vengono poi ingerite da tartarughe marine e pesci che poi ritroviamo sulle nostre tavole.
  
"Abbiamo trovato in abbondanza calze per la miticoltura e cotton fioc - raccontano i volontari di Legambiente - e una grande quantità di frammenti di mattoni erosi dalla forza delle mareggiate, probabilmente provenienti da una discarica di inerti abusiva. E ancora, la battigia era stracolma di alberi, rami e di ceppi enormi tagliati e con la radice, una mole impressionante di legname". 

Sulla provenienza di questi rifiuti misti, il Circolo sospetta che molti di questi provengano dalla Foce del Po. "Immaginiamo la pericolosità per un peschereccio di trovarsi grossi tronchi durante la navigazione per la pesca in mare: servirebbe un vero controllo delle sponde del Po oppure una forma di 'barriera' lungo il corso del fiume per fermare i rifiuti e il legname che scende verso l’Adriatico e si deposita sulle nostre spiagge" suggerisce Legambiente.

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