Comacchio e Lidi

Slitta al 25 maggio l'apertura degli stabilimenti balneari, l'ira degli operatori

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Rimandata la ripartenza per il comparto, lo ha previsto l'ordinanza 'del giorno prima'


Doccia fredda per gli operatori degli stabilimenti balneari della costa emiliano romagnola, pronti alla tanto attesa riapertura a partire dal 18 maggio, giorno in cui ripartono gran parte delle attività commerciali ed economiche in tutta Italia. Eppure un'ordinanza regionale firmata domenica pomeriggio dal presidente della Regione Stefano Bonaccini ha bloccato tutto a poche ore dalla ripartenza contemplata invece dal governo, che sabato 16 aveva ufficializzato il via libera con il decreto quadro 'Riaperture'.

Una scelta quella della Regione Emilia Romagna che, all'insegna della prudenza, ha fatto slittare al 25 maggio la ripartenza degli stabilimenti balneari, consentendo dal 18 maggio solamente l'apertura di spiagge libere e arenili e ovviamente le attività di manutenzione nelle strutture da parte dei gestori.

Attività che erano state portate avanti nei giorni scorsi in gran fretta: l'organizzazione degli spazi all'aperto secondo quanto previsto dal protocollo regionale, la sanificazione degli ambienti, la predisposizione di ombrelloni, attrezzature da spiaggia e tavoli secondo le distanze imposte, della segnaletica 'guida' per il cliente, dei dispositivi di protezione individuale hanno richiesto nei giorni scorsi uno sforzo non indifferente e una corsa contro il tempo (sempre tra mille incertezze) per non farsi trovare impreparati a quella che nel frattempo diventava sempre più la data più probabile di riapertura, il 18 maggio.

La decisione di slittare tutto di altri 7 giorni lascia ovviamente scontenti gli operatori del settore, imprenditori e lavoratori. Anzi, in questo caso parlare di 'scontentezza' è piuttosto un eufemismo. Nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione dell'ordinanza regionale, sono stati tantissimi gli addetti ai lavori che hanno fatto sentire la propria voce, manifestando un gran malcontento anche e soprattutto per una decisione arrivata solamente ad una manciata di ore dal 18 maggio, quando ormai tutto era pronto.

Indubbiamente una scortesia, anche se la Regione sulla data della riapertura degli stabilimenti balneari si era mostrata cauta da giorni, in attesa delle decisioni del Governo centrale ma pur sempre convinta che la data del 25 maggio fosse quella più idonea. Ecco quindi che sfruttando la facoltà di ritardare l’apertura, concessa dal governo alle singole regioni, l'Emilia Romagna ha colto l'occasione per confermare la linea. 

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