News

Bar - riaperture e servizio d'asporto, come sta andando?

Bar - riaperture e servizio d

E' la nostra occasione di riaprire e ritrovare i nostri affezionati clienti ma ciò non basta per coprire le spese di un locale attivo a tutti gli effetti”.

Questo il pensiero comune di molti imprenditori che, nella zona del delta ferrarese, gestiscono attività di bar e piccola ristorazione i quali dal 9 marzo scorso, a causa delle restrizioni ministeriali per contenere la diffusione del coronavirus in Italia, hanno dovuto chiudere a doppia mandata le porte dei loro locali.

Ora, dopo settimane di forzato stop si stanno riattivando per poter garantire, attraverso il servizio d'asporto consentito da lunedì 4 maggio,  la qualità del servizio di sempre destreggiandosi come funamboli tra nuovi regolamenti, obbligatori dispositivi di sicurezza individuali e pulizie straordinarie.

Si lavora nell'incertezza, ancora le persone in giro sono poche e per quanto ci si possa prodigare per garantire un servizio curato nel rispetto dei regolamenti previsti le entrate non sono sufficienti a coprire le spese” racconta Federico (Codigoro), senza tralasciare il ruolo sociale che queste attività incarnano. “Dalla colazione all'aperitivo, il bar è un luogo di ritrovo, di scambio e di relax, tutti aspetti che ora inevitabilmente vengono meno. La nostra clientela si è dimostrata rispettosa e ligia alle regole ma ciò non basta”.

Momenti di relax  lasciano il posto a stress ed incertezze e, per quanto ci si sforzi di ritornare alle normali abitudini, risulta difficile gestirle.

Il prossimo fine settimana facciamo il primo tentativo di riapertura con servizio da asporto ma i dubbi restano molti – spiega Simona (Pomposa) - "alla difficoltà di gestire la vendita rispettando scrupolosamente le regole igienico sanitarie imposte si aggiunge quella del controllo della clientela che dovrà necessariamente rispettare le distanze e presentarsi con gli appositi dispositivi di sicurezza. Lavoreremo nella speranza che ne valga la pena dal punto di vista economico, in caso contrario potremmo anche decide di fare un passo indietro”.

Difficoltà e dubbi che non risparmiano nessuno e se qualcuno azzarda aperture part time per valutare con calma la situazione altri preferiscono attendere direttive meno restrittive per poter aprire a pieno regime.

Nell'incertezza aspetto – ci racconta risoluta Catia (Porto Garibaldi) – al momento stanno prevalendo i dubbi e non vedo motivo di aprire per dare ai mie clienti un servizio ridotto e insufficiente. Si tratta di aspettare un altro paio di settimane nella speranza che tutto torni presto alla normalità o quantomeno regole certe e precise. Sono cerca che i clienti aspetteranno con lo stesso affetto che hanno sempre dimostrato”.

Condividi su:

Altre notizie: