Comacchio e Lidi

L'Emilia Romagna pronta a lanciare un turismo di prossimità, sicuro e attivo

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La Regione al lavoro per la programmazione di un'offerta senza precedenti


Sarà un’offerta turistica senza precedenti la prossima messa in campo sulla costa e nelle città d’arte dell’Emilia Romagna, anche perchè soggette a nuove modalità di fruizione e strutturata su attività già note ma vissute in maniera completamente nuova.

L’intento della Regione è chiaro: la famosa Fase 2 tra Emilia e Romagna non potrà non prevedere la ripartenza del turismo, settore trainante dell’economia locale già messo in difficoltà da un lockdown che ha di fatto ‘bruciato’ la stagione primaverile.

Ora, a pochi giorni dal primo importante allentamento delle misure restrittive, lo sguardo degli amministratori regionali è rivolto alla stagione estiva e ad un’offerta ricettiva che (praticamente dal secondo dopoguerra) attira sul territorio un gran numero di visitatori e turisti da ogni parte d’Italia e del mondo. 

“Siamo vicini agli operatori del settore e convinti che la strada giusta sia quella di ripartire con una importante campagna promozionale che trasmetta con efficacia che in Emilia Romagna una ‘vacanza sicura’ è possibile, convinti che tanti italiani avranno voglia e bisogno di momenti di svago e riposo, quindi di vacanze”.

È quanto esprime la Regione attraverso l'assessore al turismo Andrea CorsiniDavide Cassani, presidente di Apt Servizi, l'Azienda di promozione turismo dell'Emilia-Romagna.

L’imponente campagna di comunicazione pronta al lancio si avvarrà di testimonial d’eccezione: l’attore Stefano Accorsi per un focus sugli itinerari cinematografici, il comico romagnolo Paolo Cevoli, Alberto Tomba e altri personaggi legati al mondo dello sport, capaci di lanciare il messaggio di una vacanza ‘attiva’ che contempli attività all’aria aperta in completa sicurezza e un modo nuovo di vivere gli spazi, spiagge o parchi che siano.

Si immagina una pianificazione triennale che avvii una ripartenza e ponga le basi per consolidare il trend. Un programma che soddisfa i rappresentanti del settore, come testimonia Natalia Maramotti, presidente di Destinazione Turistica Emilia: “Il lavoro congiunto realizzato in queste settimane con Regione e associazioni di categoria è molto positivo. Non si tratta di frasi di circostanza, il mio è proprio un sentito ringraziamento: abbiamo davvero bisogno di ricollocare il nostro marchio. Siamo consci del momento di difficoltà e stallo delle nostre imprese e credo sia il momento di mettere in campo strategie efficaci”,

L’obiettivo è quello di offrire la possibilità di vacanze sicure e vicine, perchè, ricorda Maramotti, “restare in Italia sarà la prospettiva per tutti i viaggiatori fino alla fine del 2020. Chi potrà concedersi una vacanza dovrà per forza optare per mete italiane e la costa romagnola deve essere pronta. La Regione sta lavorando per rendere questo lockdown più breve possibile e per ridare certezze agli operatori turistici”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente di Destinazione Turistica Bologna Metropolitana, nonchè assessore al Turismo del Comune di Bologna, Matteo Lepore. “Il tavolo regionale è stato sin dal primo momento un ottimo strumento per lavorare alla ripartenza, che include anche proposte per le città d'arte e un lavoro sulle strategie future. Le parole chiave sono ‘sicurezza’ e ‘organizzazione’. Per Bologna questa estate si farà un lavoro sul paesaggio naturale e culturale.I referenti saranno i bolognesi stessi. Siamo convinti che vada incentivato e promosso il turismo di prossimità, con modalità che stiamo sperimentando e che non andranno abbandonate, ispirate alla sostenibilità, alla responsabilità e al senso civico”.

“Torneranno i grandi eventi - assicura Lepore - ma bisogna costruire con i cittadini una partecipazione importante. Appena ripartiranno i trasporti riusciremo a dare una speranza anche al resto del Paese. Intanto l’Emilia Romagna ha delle carte importanti da giocare adesso”.

A concludere è Andrea Gnassi, presidente di Destinazione Turistica Romagna. “Il turismo è il settore più colpito di tutti, perché non esporta merci ma importa persone, è costruito sulle relazioni, sugli spostamenti e sui viaggi. Affrontare la ripartenza del settore non significa solamente sistemare ombrelloni e lettini a 2 metri di distanza, ma mettere in campo quel che abbiamo da offrire, i nostri prodotti, i parchi tematici, le coste, gli alberghi e le strutture ricettive”.

“Quello che ci viene riconosciuto in Romagna è l'affidabilità e ancora una volta i prodotti che metteremo in campo saranno sicuri: stiamo lavorando a protocolli per la sicurezza di spiagge e alberghi. Non so se saremo i primi, ma non è una gara. Di sicuro siamo gli unici a poter contare su una vera e propria task force composta da esperti di turismo, virologi e scienziati che ci aiuteranno a strutturare una proposta di vacanze sicure. Il nostro slogan regionale ‘La dolce vita’ diventerà ‘La Dolce Vita in sicurezza’ e accompagnerà un'offerta con tantissime proposte diversificate. È certamente una grande sfida, ma ci riusciremo”.

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