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Dall'ammenda alla multa, cosa è cambiato?

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A seguito del Consiglio dei Ministri, tenutosi questo pomeriggio, il Premier Conte ha chiarito il contenuto del nuovo DPCM in diretta streaming da Palazzo Chigi.

Oltre ad affrontare tematiche come la possibilità di scioperi in settori essenziali e le ragioni della decisione di non avocare i poteri alle regioni, Conte ha chiarito come nel nuovo decreto sia prevista la sostituzione della pena dell’ammenda, prevista in precedenza, con quella della multa.

L’elemento di rilievo è dunque la previsione di una sanzione pecuniaria differente, non più di carattere penale ma amministrativo, sebbene economicamente più onerosa. In caso di violazioni dei divieti imposti è infatti prevista una pena che va da 400 a 3.000 euro.
Nel caso in cui la violazione sia commessa tramite un autoveicolo, la pena potrà essere aumentata sino ad un terzo. Il premier ha specificato poi come non sia previsto il fermo amministrativo.

A seguito del circolare di bozze del decreto durante la giornata odierna ed il vociferare dell’estensione delle misure restrittive sino al 31 luglio, Conte ha chiarito come questa fosse solamente la data ipotetica individuata il 31 gennaio, in occasione della dichiarazione dello stato di emergenza, volto a consentire l’adozione dei conseguenti provvedimenti. Il premier si è detto fiducioso che le misure restrittive termineranno molto prima.

Attendiamo dunque nei prossimi giorni la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale per approfondire e confermare quanto annunciato durante la diretta.

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