Comacchio e Lidi

Coronavirus, anche la Chiesa si fa smart

Coronavirus, anche la Chiesa si fa smart
Nell'immagine, la basilica di Santa Maria, Abbazia di Pomposa (Codigoro) 

Ai tempi del Coronavirus la nostra quotidianità ha subito importanti cambiamenti, con novità che non hanno risparmiato proprio nessuno, nemmeno la Chiesa cattolica, che si trova ora a dover operare dovendo escludere proprio il principio fondamentale di condivisione, comunità e comunione che da millenni la caratterizza. 

“E' certamente un periodo inconsueto e particolare ma noi parroci: continuiamo la nostra attività di preghiera e sostegno della nostra comunità cattolica, seppur adattandoci a modalità per noi meno congeniali perché escludono un rapporto diretto tra le persone” ci racconta Don Marco Polmonari, che coordina dieci diverse parrocchie nel Basso Ferrarese.

Le direttive nazionali atte a contrastare la diffusione del Coronavirus parlano chiaro: sospensione delle Messe e di tutte le cerimonie religiose, comprese quelle funebri.

“Restare a casa è un monito a quale dobbiamo attenerci tutti. Emotivamente non è semplice, soprattutto in situazioni delicate come possono essere i funerali, per i quali ci è concessa solo la benedizione della salma" specifica Don Marco. "Con i limiti a noi concessi cerchiamo di rimanere al fianco della comunità e delle famiglie più bisognose, fornendo loro beni di prima necessità attraverso Caritas e il prezioso aiuto della Protezione Civile”.

Assetto ridimensionato anche per ciò che riguarda la comunicazione con i bambini e i ragazzi della Parrocchia, comprese le loro famiglie. “La tecnologia ci viene in aiuto, dalle chat di Whatsapp possiamo scambiarci pensieri, preghiere e condividere momenti di riflessione. Noi stessi siamo in stretto contatto con il vescovo di Ferrara-Comacchio Giancarlo Perego, che costantemente ci aggiorna fornendoci gli strumenti necessari per proseguire il nostro impegno sul territorio”.

Con la Pasqua alle porte e le misure restrittive che molto probabilmente proseguiranno ben oltre il 3 aprile ci si prepara a seguire le funzioni religiose attraverso Tv e smartphone.

“Saranno molte le iniziative trasmesse in televisione, visibili su attraverso tutti i dispositivi digitali in nostro possesso. La comunità cristiana deve rimanere unita e non sentirsi abbandonata. Il nostro impegno è e rimane costante e fedele alla nostra missione, coesi in un'unica grande preghiera nella speranza di tornare alla normalità”.


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