Comacchio e Lidi

Supermercati, ancora troppi indisciplinati: è ora di fare la nostra parte

Supermercati, ancora troppi indisciplinati: è ora di fare la nostra parte

L'inno di Mameli riecheggia da una finestra all'altra, la bandiera italiana si affaccia orgogliosa alle nostre finestre, simbolo di un'Italia che ce la farà. Patriottismo ed ottimismo ogni giorno fanno i conti con l'umano istinto di sopravvivenza che ci rende, nostro malgrado, anche più egoisti e intolleranti. 

E così, decreto dopo decreto, anche l'approvvigionamento al supermercato diventa motivo di scontro. Non mancano infatti comportamenti irresponsabili ed indisciplinati che mettono a rischio la salute di tutti, in primis degli addetti alle vendite.

"La sensazione è di essere stati abbandonati, lasciati soli in prima linea come elementi sacrificabili in virtù del Dio denaro" ci racconta un dipendente di una grande catena di distribuzione alimentare. "Noi operatori, ed in particolar modo quelli a diretto contatto con la clientela, viviamo una situazione di grandissimo disagio e stress”.

Situazioni che accomunano grandi supermercati e piccole realtà di paese: una lotta giornaliera non solo per salvaguardare la propria salute ma per tentare di sedare i troppi comportamenti egoistici (e non rispettosi delle direttive nazionali) da parte di clienti che non hanno ben compreso la gravità di un'emergenza che riguarda tutti.

“Ogni giorno vediamo arrivare più volte le stesse persone, in barba ai provvedimenti che chiedono di limitare la spesa al massimo a due volte in una settimana. Tanti annoiati dalla quarantena casalinga si aggrappano al pretesto della spesa per incontrare gente e scambiare quattro chiacchiere, generando code inutili e poco controllate all'esterno del punto vendita ed assembramenti alla cassa, mettendo fortemente a disagio noi dipendenti”.

“I controlli all'ingresso sono spesso insufficienti, i dispositivi di protezione in nostro possesso pure, per non parlare della distanza di sicurezza richiesta che in cassa non è possibile mantenere proprio per una questione logistica. In alcuni punti vendita sono state installate barriere in plexiglass, dovrebbero adottarle tutti”.

In un simile situazione, a tutti noi è richiesto uno sforzo in più nel mettere da parte egoismo e arroganza. Le regole sono semplici e chiarite quotidianamente dai mezzi di informazione: non esiste la necessità di procurarsi scorte di cibo, la filiera produttiva non è stata interrotta e sulle nostre tavole il cibo fresco non mancherà  nemmeno in questi giorni caotici e drammatici. 

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