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Giobbe Covatta: "Mi sono sempre divertito molto"

Giobbe Covatta: "Mi sono sempre divertito molto"

Giobbe Covatta, popolare artista e attore istrionico ed irriverente, è andato in scena con lo spettacolo 'Scoop: la donna è superiore all'uomo' entusiasmando e divertendo il pubblico all'interno di un gremito Teatro Barattoni di Ostellato, ed inaugurando di fatto la sua nuova tournée.

L'abbiamo incontrato qualche ora prima del debutto per parlare del nuovo spettacolo, della sua lunga carriera artistica e del suo costante impegno sociale.

La donna è superiore all'uomo, ci sono voluti parecchi anni per arrivare a questa conclusione?

“In realtà no, è un'affermazione che mi appartiene da sempre. Le donne sono straordinariamente fantastiche, attraverso il mio spettacolo in qualche modo rendo loro omaggio; sono fermamente convinto che se il pianeta fosse governato dalle femmine ci sarebbero più pace e serenità. L'uomo è istintivo e belligerante, cerca lo scontro e la continua affermazione di sè, tutto questo nella donna è meno accentuato, prevalgono i buoni sentimenti e il dialogo costruttivo. La razza superiore è quella femminile senza alcun dubbio”.

Uno spettacolo ironico e divertente che porta in scena tre personaggi diametralmente diversi tra loro per rimarcare, ognuno dal proprio punto di vista, il ruolo prevalente della femmina nella società. Chi sono?

“Il primo è proprio Dio che, durante la creazione, si accorge di aver fatto un errore letteralmente biblico dando vita al maschio. Si rifarà con la femmina per compensare la precarietà intellettiva ma esce di scena lasciando il dubbio di una possibile estinzione. Il secondo intervento – qua passiamo dal sacro al profano – è di un membro maschile che, sbucando da giganti slip bianchi, da la sua originale versione del rapporto uomo-donna. Chiude l'uomo del futuro, duro e rozzo, che, arrogante, esalta un futuro dove il maschio domina il pianeta disegnando un finale davvero poco rassicurante”.

Una carriera che si è sviluppata tra tv, teatro, cinema, libri ma che ha lasciato comunque spazio per un percorso parallelo, fatto di impegno sociale e volontariato, che l'ha portata in giro per il mondo.

“La mia collaborazione con Amref, organizzazione sanitaria Africana no profit, risale alla fondazione di Amref Italia nel 1987 e continua tuttora. Questo percorso fa parte della mia vita: tanti i viaggi, i progetti, i ricordi e le persone che mi legano ad essa. Il regalo più grande sono stati i bambini con la loro infinita bellezza. I bambini sono bambini in tutti i luoghi del mondo, nei loro occhi trovi una lucida e vivace curiosità che prende vigore attraverso il gioco e l'aggregazione che esula dal coloro della pelle o dalla nazionalità”.

Collaborazioni che l'hanno portata a proporre delle progettualità anche attraverso la politica nella capitale, qual'è stata la sua esperienza?

“Breve. Ho appoggiato Veltroni nella sua campagna elettorale come portavoce di progetti di carattere sociale ed internazionale e successivamente con il gruppo dei Verdi ma sono state esperienze piuttosto circoscritte. La politica è un mestiere, non può essere fatta con la mano sinistra”.

Una vita intensa e piena che la sprona sempre a scoprire e comunicare sempre qualcosa di nuovo, regalando al prossimo, in maniera naturale, un sorriso ed una gentilezza quasi dimenticati.

“Sono sereno e felice di ciò che è stata sin d'ora la mia vita e mi sento fortunato perché ho sempre fatto solo cose che mi hanno divertito molto”.

Gira lo sguardo, entra nella hall dell'albergo la moglie Paola, con lui dal 1977, quando ormai abbiamo terminato la nostra lunga chiacchierata “Guarda che bella, e pensare che è pure più vecchia di me, le piacciono i Toy Boy, mi raccomando scrivilo”.

Potevo deluderlo proprio nel giorno degli innamorati?

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