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Salute e benessere, prevenire o curare l'alluce valgo

Salute e benessere, prevenire o curare l

Per la nostra consueta rubrica dedicata alla salute e al benessere, oggi proponiamo consigli e soluzioni ad un problema estremamente fastidioso quanto antiestetico.

Stiamo parlando dell'alluce valgo, deformità che spesso viene sottovalutata nei suoi primi sintomi, con il conseguente peggioramento della postura e della naturale deambulazione dell'individuo che ne è affetto.
Ne parliamo con Federico e Laura Dall'Olio, professionisti e giovani titolari, assieme al collega Massimiliano, della Sanitaria Romagnola che da oltre sessant'anni si occupa della realizzazione di plantari, ortesi e protesi su misura.

Che cos’è l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una deformità dell’avampiede, conseguenza di una deviazione dell’alluce verso le altre dita. Questo spostamento causa comunemente una protuberanza laterale (volgarmente chiamato “cipolla” o “noce”) a livello della testa del primo metatarso.
L’angolo tra il primo metatarso, quello dell’alluce, e quello del secondo dito si modifica progressivamente e nel corso degli anni si possono instaurare altre problematiche correlate quali, ad esempio, dita a martello, sovrapposizione di un dito sull’altro, dolore metatarsale e formazione artrosiche.

Quali sono i fattori che accelerano il manifestarsi dei primi sintomi?

E’ inesatto dire che l’alluce valgo sia ereditario, è più corretto parlare di una predisposizione ereditaria data da un certo grado di lassità dei legamenti e dei muscoli che è “un’informazione” che fa parte del nostro DNA e, per questo motivo, è possibile ritrovarla in altri familiari.
La lassità legamentosa viene influenzata anche dai cambi ormonali, motivo per il quale è la popolazione femminile ad essere maggiormente colpita da questo problema.
Anche la morfologia del piede (piede piatto, piede cavo, problematiche al retropiede ecc) condiziona la lunghezza delle strutture muscolari e legamentose ed incide, quindi, sulla possibilità di instaurarsi del valgismo.
Infine l’uso di calzature strette o con tacco pronunciato può aumentare il rischio di valgismo dell’alluce ed, in generale, di problematiche alle dita dei piedi.

Quali sono i principali disturbi legati all’alluce valgo?

Il sintomo più comune è il dolore localizzato a livello della protuberanza della prima testa metatarsale, di solito dovuto all’eccessivo sfregamento contro il tomaio delle calzature: se l’attrito non viene limitato, utilizzando calzature più adeguate e/o protezioni specifiche, nel tempo la semplice infiammazione può evolvere in borsite con formazione di liquido intraarticolare.
Ci sono casi in cui l’alluce valgo è asintomatico ma non per questo è da sottovalutare: la deviazione del dito, anche se non provoca dolore, causa uno spostamento dei carichi podalici e questo può provocare problemi correlati. Ad esempio, visto che l’alluce non è più in grado di assumersi il carico che gli spetterebbe, vengono sovraccaricati i metatarsi centrali e si può andare incontro ad un’infiammazione detta appunto “metatarsalgia da trasferimento” e, spesso, anche alla deformazione delle piccole dita che assumono un atteggiamento detto “a martello” o, più correttamente “in griffe”.

Come è possibile migliorare la situazione? Quali le terapie da seguire?

Non esistono rimedi miracolosi ma esistono interventi e ortesi atte a migliorare la situazione, rivolgersi ad un professionista è sempre la scelta più oculata perchè saprà indirizzare verso la soluzione migliore sulla base delle singole necessità quotidiane.
In un individuo adulto, una volta instauratasi la deformità, l’unico modo per correggerla definitivamente riportando “dritto” il dito è il trattamento chirurgico, da valutare con il medico Ortopedico e che verrà suggerito o sconsigliato in base al singolo caso.
Quando non si vuole, o non è possibile, ricorrere all’intervento chirurgico ci sono metodi ortesici che si pongono l’obiettivo di evitare un peggioramento della deformità e di migliorare gli eventuali sintomi, tra i quali: 

- separatori e protezioni in silicone: vanno inseriti tra le dita, in particolare quando si indossa la scarpa, così da ostacolare fisicamente lo spostamento dell’alluce e/o proteggerlo da frizioni eccessive che provocano infiammazione e dolore. Ne esistono di già pronti alla vendita oppure il podologo può realizzarli su misura.
- tutori elastici: possono essere utilizzati sia all’interno delle scarpe che di notte, esercitano uno “stretching” del dito in senso opposto rispetto alla sua tendenza in valgo. Compiono un’azione più “attiva” rispetto ai semplici separatori sopracitati.
- tutori rigidi: si possono utilizzare solo di notte proprio per la loro struttura rigida. Vengono consigliati anche nel trattamento post-chirurgico per evitare recidive.
- plantari su misura: come abbiamo detto precedentemente anche la morfologia del nostro piede e il suo atteggiamento durante il cammino influenzano il valgismo dell’alluce. Per questo motivo fare uno studio del passo ed un eventuale plantare può limitare il problema ed i dolori correlati.

Presso Sanitaria Romagnola, con sede a Porto Garibaldi, è possibile prenotare una consulenza con un podologo laureato, la D.ssa Laura Dall'Olio, al numero 0533.718151. 


Maggiori informazioni su sanitariaromagnola.it

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