Comacchio e Lidi

A quattr'occhi con... l'Associazione Volontari di Strada

A quattr
di Fiorella Arveda

In compagnia di Antonella Poletti, rappresentante del gruppo Volontari di Strada di Lido delle Nazioni (Comacchio), scopriamo un mondo che si dedica all’aiuto delle famiglie indigenti e dei senzatetto. Antonella è da tempo parte del gruppo di solidarietà comacchiese, ma ancora oggi ce ne parla con grande entusiasmo e commozione. 

Antonella, raccontaci un po’ di che cosa vi occupate...
Diamo assistenza a tutta quella fascia di persone che ha un disagio notevole ma che fatica a chiedere aiuto.

Come venite a conoscenza dei loro bisogni?
Siamo spesso contattati noi da loro, ci trovano, abbiamo uno spazio riservato, per loro questo è molto prezioso perché le loro problematiche richiedono un clima di riservatezza. Svolgiamo le nostre attività nella stanza della parrocchia del Lido delle Nazioni, dove raccogliamo cibo e indumenti, e li distribuiamo ogni quindici giorni. Ci accertiamo della loro situazione di indigenza in modo tale da rendere il nostro lavoro efficace e di vero aiuto. Cerchiamo di fornire loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Devo dire che abbiamo una raccolta molto vasta, le persone e persino alcune aziende della zona ci fanno molte donazioni.

Come nascono i Volontari di Strada?
Nascono dieci anni fa dall’intuizione della nostra presidente Maria Nanetti Mazzola, che ha raccolto intorno a sé una serie di persone che si sono dedicate al volontariato e che man mano hanno raggruppato altrettanti associati. Attorno a questo progetto ruotano persone che offrono un paio di volte alla settimana il loro tempo alla distribuzione e alla raccolta. Cerchiamo di unire le forze. Attualmente seguiamo quarantacinque famiglie, abbiamo anche due persone ricoverate in ospedale, che aiutiamo anche lì portandogli ciò che gli serve.

Quanti siete nel vostro gruppo?
Come volontari operativi una trentina, ruotiamo. Di età diverse, ci si dà il cambio tra raccolta, distribuzione, selezione di abiti in buono stato, abbiamo beni di ogni genere. A volte dobbiamo fare anche raccolte di farmaci. Abbiamo anche un medico che ci aiuta, il dott. Stranieri, che provvede a visitare le persone di cui ci occupiamo. Un supporto davvero notevole.
Soprattutto per i senzatetto, considerati “invisibili”, che si ammalano più degli altri. Nonostante tutte le cure che si possono dare loro queste persone hanno delle condizioni di vita che li porta ad essere maggiormente soggetti a malattie...

Come si inserisce il vostro operato nel panorama comunale? Avete contatti con i Servizi Sociali?
Sì, ma spesso abbiamo a che fare con persone che rifiutano di essere assistiti dai Servizi Sociali. Tanti scelgono di isolarsi ma questo non significa condannarli a non aver diritto ad un pasto caldo o un’aspirina... Noi teniamo molto ad assistere persone che scelgono questo tipo di vita, soprattutto perché siamo memori di quello che è successo lo scorso anno ad un nostro utente, che abbiamo trovato in fin di vita mentre gli portavamo un tè nella roulotte.

Stiamo parlando di Edgard, un clochard di origini orlandesi che viveva in una roulotte a Lido delle Nazioni. Aveva 61 anni quando fu trovato senza vita nel febbraio del 2018. Se non lo avreste cercato quel giorno, lo avrebbero ritrovato chissa quando...
Sicuramente non subito, perché nessuno si occupava di lui. È stato un lutto per tutti noi del gruppo. Eravamo gli unici vicini, gli unici di cui si fidava. Con lui si era creata una relazione di fiducia, Solo in due o tre potevamo avvicinarlo, e quando arrivavamo ci accoglieva, si sentiva tranquillo.

Possiamo dire che persone come Edgard sono ancora troppo ‘invisibili’, che società e istituzioni spesso non si accorgono di loro?
Io mi chiedo sempre da dove escano i dati statistici... una cosa è sicura: se non se ne parla queste persone non esistono. Nonostante la nostra associazione viva da dieci anni e se ne conosca l’esistenza si fa fatica a trovare “agganci”, a ottenere soluzioni strutturate per queste emergenze sociali. Io non accetto l’idea che vengano chiamati “invisibili”, sono visibilissimi: mangiano, vivono, dormono, si ammalano...più reali di così.

Mi sembra di capire che il gruppo parrocchiale è un vostra alleato fondamentale, senza di loro il vostro servizio sarebbe a richio?
Sì. Se non avessimo le due salette che ci concede la Parrocchia non sapremo proprio dove andare. Facciamo fatica, riceviamo molte donazioni, abbiamo molto materiale e dobbiamo trovare il modo di conservarlo.
Il nostro desiderio sarebbe quello di avere un posto dove svolgere le nostre attività con un minimo di agio: una stanza con due, tre posti per le emergenze. In questi periodi di forte freddo dobbiamo pagare l’affitto per non tenere gli utenti in strada ed evitare che rischino la vita. Senza la parrocchia questo servizio finirebbe oggi o dovremmo farlo a casa nostra!
Noi ultimamente pensavamo alle scuole del Lido delle Nazioni che sono dismesse, non sarebbe male se ci dessero la possibilità di usufruirne...

E speriamo che questa intervista porti fortuna... ma tornando al gruppo, potete contare oggi su un passaggio di testimone a nuovi giovani volontari?
Sì fortunatamente possiamo contare su nuovi ingressi e su un ricambio generazionale. Chiunque inizia a venire nel gruppo difficilmente riesce a uscirne.

Ricordi il tuo ingresso nel gruppo?
Non lo ricordo, ma lì sono rimasta! Quando vieni tocchi con mano dove va a finire il tuo lavoro: vedi chi riceve quel pacco di pasta, quel paio di scarpe... non hai dubbi su cosa vai a fare. E poi ti metti a disposizione per una cosa che oggi si è andata perdendo: l’ascolto. Ascolti le loro storie e i loro bisogni: cose banalissime, dagli assorbenti per le signore a chi ha bisogno di un passeggino. Immagini immediatamente come organizzare una raccolta ad hoc, oppure pensi alla tua casa piena di quello che per te è superfluo e hai voglia di portarlo a loro, così come mentre fai la spesa ti accorgi di quanto sia semplice riempire il carrello delle stesse cose si cui loro hanno un bisogno disperato..

Per aiutarvi cosa si può fare?
Per collaborare si contatta direttamente l’Associazione, si viene in sede, non servono particolari caratteristiche, ci si conosce e si preparano insieme le borse della spesa! Nel gruppo ci si dividono i compiti, nessuno è vincolato a turni o giorni: chi vuole e quando può aiuta.

Per informazioni è sempre possibile contattare il numero 338 874 6952. 
Chi volesse contribuire con donazioni può indirizzarle sul conto corrente dell’Associazione tramite l’IBAN IT16U0760113000001037371208

In copertina, alcuni volontari del gruppo; nella foto, Antonella Poletti.
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