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Il coraggio delle scelte, ricordando il delitto Bergamini

Il coraggio delle scelte, ricordando il delitto Bergamini

Di Chiara Murciano
Responsabilità, scelte e senso di comunità: queste le parole chiave per entrare nel futuro, emerse stamani dal secondo incontro a tema legalità intitolato 'Il coraggio delle scelte', a tre anni dal delitto Vincelli, che ha colpito duramente le comunità del territorio.
All’appuntamento delle 10.30 al Teatro Arena sono intervenuti il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi, il comandante dei carabinieri di Comacchio, Andrea Coppi, Alberto Urro, psicoterapeuta dell’Ausl di Ferrara, Donata Bergamini, sorella di Denis, il calciatore di Argenta ucciso la notte del 23 novembre 1989. A coordinare, Cristiano Bendin, direttore del Resto del Carlino.
Diversi i temi trattati nel corso della mattinata, che vuole protagonisti i ragazzi. Tra i più importanti, il concetto di scelta, di responsabilità delle azioni, di legalità e senso civico.
Ad aprire la discussione il sindaco Zanardi, con una riflessione su come una cosa apparentemente tanto semplice come una scelta, sbagliata però, come nel caso di Riccardo e Manuel, dia un corso alla propria vita. Nel ricordare le vittime, Zanardi afferma di aver scelto di “stare dalla parte della legalità”. Dalla parte di quegli “eroi nascosti che […] credono e lottano nel rispetto dei propri valori e della propria coscienza”, intraprendendo una “strada dura e lunga”, ma che apre le porte al futuro.
Bendin sottolinea l’importanza di un percorso educativo che porti a una strada verso la legalità e una vita sana. Che aiuti i giovani a costruire una coscienza civica anche attraverso i propri educatori e genitori.
A questo proposito Urro evidenzia il valore fondamentale dei genitori e degli educatori, che hanno il compito di insegnare ai ragazzi a comprendere il mondo e le sue sfumature.
Il suo discorso tocca temi come l'inclusività e la solidarietà, riconoscendo anche le colpe della società, che spesso dimentica di valorizzare anche chi si sente ordinario in un mondo che richiede costantemente la straordinarietà. Ma ricorda ai giovani che esistono adulti che stanno dalla loro parte e che li vogliono aiutare nel difficile percorso della crescita.
Proprio per questo motivo nasce il progetto 'Punto di vista' (https://scuole.comune.fe.it/3130/progetto-punto-di-vista), che opera nella prevenzione tra i ragazzi attraverso uno sportello attivo nelle scuole dove possono confrontarsi con professionisti, per impedire tragedie come quelle dell’omicidio Vincelli.
Anche il comandante Coppi, ricordando le indagini per il delitto di Pontelangorino, sottolinea l’incapacità di percepire il “disvalore delle proprie azioni” e la gravità di queste ultime. Ricorda come i genitori siano di fondamentale importanza nel plasmare la vita dei figli, e di quanto importanti siano le norme. La legalità, comunque, parte dal senso civico, dal concetto di comunità e dalla cooperazione sociale.
Il dibattito si chiude con la signora Bergamini che, con emozione, racconta della vita che il fratello Denis non ha potuto vivere. Ma il suo intervento non vuole ricostruire la terribile vicenda che ha portato alla morte del fratello. Quello che ha sempre mosso Donata è stata la battaglia per la verità e la giustizia, una battaglia “nata con i giovani”. Un “riscatto” per questi ultimi.
Perciò una giornata come questa, dedicata proprio ai giovani, non è una perdita di tempo, ma un momento importante di educazione e crescita. “I ragazzi sono il nostro tempo”, ha affermato Urro. Sta ai giovani riflettere, imparare, crescere e prendere la “strada lunga ma pulita”. Ad avere il coraggio di scegliere.
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