Delta

Un Natale da Sindaco, l'intervista sotto il vischio a cinque sindaci del Delta

Un Natale da Sindaco, l

A poche ore dalla Vigilia, Comacchio.it ha raggiunto i sindaci del territorio per raccontarvi ‘Un Natale da Sindaco’. Cinque domande per cinque primi cittadini che, smessi i panni istituzionali, hanno svelato ricordi, passioni e suggestioni legate alla festa più attesa dell’anno. Al bando politica e amministrazione, largo alla spensieratezza!

Un modo per augurarvi insieme a loro un sereno Natale e un fantastico 2020. 
Noi, tra un brindisi e un cenone, vi aspettiamo sempre su Comacchio.it!

Con noi per 'Un Natale da Sindaco' Alice Zanardi (Codigoro), Fabio Tosi (Fiscaglia), Elena Rossi (Ostellato), Gianni Michele Padovani (Mesola) e Diego Viviani (Goro).

Il 2019 sta per concludersi.. un anno promosso o bocciato?

Alice: un anno promosso, cerco sempre di trovare il lato positivo delle cose!

Fabio: sicuramente da promuovere. Un anno impegnativo ma anche un anno pieno di grandi soddisfazioni, un anno di grande crescita, con nuove grandi responsabilità. La più grande soddisfazione è stata veder crescere e affermarsi anche tante persone intorno a me.

Elena: rimandato a settembre! A parte gli scherzi, è un anno promosso, caratterizzato da momenti positivi così come da momenti più difficili. Il segreto è quello di affrontare ogni cosa sapendone cogliere le positività o comunque trasformando le criticità in un’occasione di crescita. Non è sempre facile, ma l’esercizio aiuta!

Gianni: il 2019 è sicuramente un anno da promuovere, visto che mi ha dato la possibilità di essere ancora il sindaco dei miei concittadini.

Diego: un anno da promuovere, sia dal punto di vista personale che lavorativo. Tra i ricordi più emozionanti di questi mesi sicuramente gli omaggi a due grandi goresi come Milva e Mario Scarpa, esempi, soprattutto per i giovani, di come il talento e l'impegno possano portare lontano, anche partendo da Goro. 

Come trascorrerà le feste di Natale e il Capodanno?

Alice: a Natale sarò con tutta la famiglia, insieme a circa 20 persone, mentre Capodanno lo trascorrerò con gli amici.

Fabio: sono due feste che da sempre per me hanno un fascino unico, giorni in cui sento un forte desiderio di famiglia e che quindi trascorrerò con chi da sempre mi appoggia e mi sosterrà nelle scelte, come solo mamma e papà sanno fare. Sarò con loro e con gli amici per qualche brindisi.

Elena: per Natale sarò con la mia famiglia, a Capodanno... sul divano di casa guardando un film in tv.

Gianni: sia per le festività natalizie che per Capodanno sarò sicuramente con la mia famiglia.

Diego: trascorrerò le feste in famiglia. Visto che con il mio lavoro gli dedico sempre poco tempo, questo è il momento per recuperare!

Il suo piatto natalizio preferito?

Alice: cappelletti in brodo... tutta la vita!

Fabio: sicuramente la Salama da sugo, tipica prelibatezza locale che sulla mia tavola non manca mai in questo periodo.

Elena: non può dirsi Natale senza gli insuperabili cappelletti in brodo della mia mamma e senza la Salamina da sugo, accompagnata dalla radice di rafano grattugiata.

Gianni: scelgo i tortellini in brodo.

Diego: a Goro la tradizione vuole che alla vigilia di Natale si mangi pesce, a cena. Quindi sceglierò sicuramente un po' di vongole alla marinara e un’anguilla ai ferri.

Ci racconta un suo ricordo legato al Natale?

Alice: il più bello risale a qualche anno fa, quando ero presidente di un gruppo di volontariato e il 24 dicembre dopo il lavoro, nonostante la stanchezza, noi volontari ci vestivamo da Babbo Natale e portavamo i doni ai bambini.

Fabio: ricordo con grande emozione le mie nonne che fino a qualche anno fa riunivano tutti i parenti per pranzi prelibati che duravano fino a sera. Purtroppo nonna Onelia non c’è più, mi è rimasta nonna Luciana, 86 anni, che stringerò e bacerò, coccolandola cucinando per lei!

Elena: il ricordo più bello è legato al primo Natale dopo la nascita di mio figlio. Diventare madre cambia la prospettiva e la percezione delle cose, quello è stato il mio primo vero Natale.

Gianni: ho un bel ricordo legato alla mia infanzia. Quando ero bambino mi piaceva preparare la letterina di Natale da mettere sotto il piatto del papà.

Diego: il Natale per me è sinonimo di famiglia, anche perché alla vigilia mia sorella compie gli anni, quindi tanti ricordi sono legati ai festeggiamenti con i miei familiari. 

E per finire, che cosa ha chiesto a Babbo Natale?


Alice: da quando sono sindaco, tocco ogni giorno con mano i problemi della mia comunità e dei suoi cittadini. Li vivo come se fossero i miei. Quindi, sarebbero tante le cose da chiedere, perché solo Dio sa quante persone avrebbero bisogno di una mano. Ecco, se dovessi chiedere qualcosa a Babbo Natale chiederei la serenità e l'unione nelle famiglie, un lavoro dignitoso per tutti, e un po’ di spensieratezza e di gioia per chi passerà il Natale da solo.

Fabio: non ho chiesto niente di particolare, sono soddisfatto di quello che la vita mi ha donato e mi sta facendo vivere, convinto che nulla capiti a caso. A 33 anni mi sento molto soddisfatto di quello che mi circonda. Babbo Natale lasciamolo a chi ha avuto meno fortuna di me.

Elena: comincio col dirvi cosa non ho chiesto: non ho chiesto la pace nel mondo, non la fine delle guerre, non la salute e il cibo per tutti, perché non è compito di Babbo Natale esaudire queste richieste. Ho chiesto invece di distribuire a tutti un po’ più di umanità e un po’ meno indifferenza. Forse basterebbe questo a farci stare tutti meglio.

Gianni: i miei più grandi desideri sono sempre salute e serenità.

Diego: gli ho chiesto di aiutare tutte le persone che non sono riuscito ad aiutare io, nel mio piccolo ruolo. Con particolare attenzione a quelle bisognose di salute. 

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