Comacchio e Lidi

November Rain, tra cambiamenti climatici ed allarmismi

November Rain, tra cambiamenti climatici ed allarmismi

Già nel lontano 1992 (son passati quasi 30 anni) imperversava la ballad romantica dei Guns n' Roses November Rain, a testimonianza di come questo periodo dell'anno sia caratterizzato da copiose e insistenti piogge.

Trent'anni che hanno visto immutata questa caratteristica autunnale ma allo stesso tempo ne percepiamo l'incremento attraverso il lascito di situazioni ed emergenze ambientali che assumono sempre più spesso caratteristiche di eccezionalità.

Ne parliamo con Massimiliano Fazzini, climatologo esperto in analisi della valutazione del rischio idromorfoclimatico, idrometeorologico e sismico.

Quanto questa percezione di 'Eccezionalità' può essere veritiera?

“Il primo punto da chiarire è che le piogge, anche se importanti e prolungate, sono normalissime in questo periodo dell'anno. Detto questo, ciò che non rientra in un contesto di periodicità è l'incisività con la quale queste perturbazioni si manifestano”.

Da che cosa è dovuto ? Chiamiamo ancora una volta in causa il cambiamento climatico?

“Il cambiamento climatico è uno degli indicatori che certamente incide sulla potenza e l'intensità di una perturbazione. L'aumento della temperatura permette di incamerare più energia e calore, i quali trovano sfogo con la bassa pressione generando fenomeni di maggiore intensità, ma non è l'unico fattore. Nel territorio costiero del Delta del Po incide in egual maniera la subsidenza, parliamo di territori sotto il livello del mare che negli ultimi 30 anni sono stati interessati da un abbassamento terrestre e marino che supera il metro di altezza”.

Quindi è giusto affermare che cambiamento climatico e subsidenza incidono pesantemente sui fenomeni, ma l'operato umano che passa dal controllo, dalla manutenzione e dalla studio di strumenti utili per arginare le emergenze non è andato di pari passo.

“Non entro nel merito di quello che siano le attuali disposizioni, non è il mio mestiere, ma i fatti fanno emergere letteralmente una falla che va assolutamente studiata e implementata con azioni decise e incisive.

Siamo spesso bombardati da Allerte Meteo, qual'è la linea che divide la prudenza dall'allarmismo eccessivo?

“Una minima parte di queste assumono caratteristiche di effettivo allarme, le restanti sono per lo più preventive e spesso sfociano in fenomeni dalla portata più che naturale. La tendenza è quella di divulgarle il più possibile, grazie anche all'aiuto dei social, ma l'eccessiva prudenza nel lungo periodo potrebbe acuire un sentimento negativo nei cittadini di paura e criticità senza averne un reale motivo”.

Il quadro che ne esce è di un territorio che abbisogna di un supporto più incisivo e presente da parte dell'amministrazione pubblica, un territorio che, unico nel suo genere, va salvaguardato non solo attraverso il monitoraggio e le manutenzioni ordinarie ma, soprattutto ora, con interventi straordinari che vadano di pari passo con un cambiamento ambientale senza precedenti.


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