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La favola della buonanotte, un'abitudine importante per i nostri figli

La favola della buonanotte, un

Sedersi accanto al proprio bambino, rimboccargli le coperte e leggergli una storia è sempre stato un rito per unire genitori e figli, un momento speciale che li accompagna nella notte e li aiuta a proiettare all’esterno le paure e le emozioni che hanno dentro e che possono aver accumulato durante la giornata. 

Eppure un’azione così semplice sta diventando nelle famiglie del mondo sempre meno frequente. La più grande organizzazione benefica per la lettura dei bambini nel Regno Unito, nata con lo scopo di supportare bambini e famiglie a provare la gioia della lettura e tutti i suoi benefici, ha recentemente condotto un sondaggio sulle abitudini familiari legate ai libri, su un campione di 1000 genitori con figli sotto ai 10 anni. I risultati sono sconvolgenti: il 26% dei genitori ha dichiarato di delegare a dispositivi tecnologici la lettura di storie della buonanotte e più della metà utilizza per calmare o “rilassare” i propri figli un telefono, un tablet o un’app. 

Ma cosa spinge un genitore a delegare ad una voce metallica e senza sentimento un momento importante come quello del racconto prima della nanna? La motivazione principale sembrerebbe proprio la mancanza di tempo, 1 genitore su 5 ha dichiarato, infatti, di essere “troppo occupato”, dando la colpa agli impegni lavorativi. E in Italia? Queste statistiche per fortuna rimangono una prerogativa della patria inglese. In Italia, infatti, è ancora decisamente elevato il numero di genitori che predilige libri cartacei e una serena manciata di minuti in compagnia dei figli prima che questi si addormentino. Negli ultimi anni, proprio allo scopo di far conoscere i benefici che può dare la lettura ai bambini e per contrastare la diffusione della lettura “automatizzata”, sono sorte numerose associazioni e progetti nazionali

Ma quali sono i benefici della lettura ai bambini?

  • Aumento della memoria: i bambini che sentono leggere mostrano un significativo aumento della memoria, della motivazione e delle competenze linguistiche.
  • Arricchisce il vocabolario: parlare è la via più immediata di comunicazione che il bambino sperimenta. Succede, però, che il lessico potrebbe essere “sporcato” da termini colloquiali, espressioni dialettali o magari non sempre grammaticalmente corrette. Leggere un libro vuol dire, invece, affidarsi alle parole di un professionista, un autore che ha inventato una storia e misurato il linguaggio sulle esigenze dei bambini. Un bambino che viene abituato, sin da piccolo, ad ascoltare frasi complesse, termini nuovi e non del linguaggio comune sarà un bambino con un vocabolario sicuramente più ricco. 
  • Migliora la capacità di esprimere le emozioni e di gestirle appropriandosi del proprio vissuto, costruendo un fondamento per uno sviluppo maturo del soggetto. Inoltre, permette di affrontare temi non facili ad esempio la perdita di una persona o un animale, la separazione dei genitori, l’arrivo di un fratellino. Nei libri, spesso grazie all’uso di immagini o di parole semplici, i bambini possono trovare la strada per l’immedesimazione e l’espressione di ciò che sentono.
  • Amplia i tempi di attenzione e concentrazione: più si riuscirà ad attirare l’attenzione di un bambino con una storia, più aumenterà il suo tempo di attenzione, contemporaneamente però, si educa al silenzio e all’ascolto dell’altro.
  • Rinforza il legame: creare l’abitudine di un momento dedicato esclusivamente al bambino rende il legame genitori-figli più solido. Certo, la vita di tutti i giorni, gli impegni, i pensieri, il lavoro spesso prendono il sopravvento ma dare spazio a questa bella abitudine vuol dire anche dedicare del tempo al bambino che interpreta questa “attenzione” come un modo per dirgli “ti voglio bene”.
  • Permette di creare immagini mentali autonome: la lettura e la fantasia, infatti, vanno di pari passo. La lettura ha come elemento fondamentale la fantasia e l’immaginazione. Quando si legge un libro si creano delle scene/immagini nella propria mente, a differenza ad esempio di quanto avviene durante la visione di un film o cartone animato in cui la fantasia viene sostituita da immagini già pronte.
  • Aumenta il desiderio di imparare a leggere autonomamente: leggere è un compito difficile e scoraggiante a cui è necessario offrire sostegno e motivazione. Introdurre il soggetto alla lettura fin dall’infanzia non vuol dire insegnare al bambino a leggere precocemente ma riuscire a creare attorno a lui interesse, motivazione e preferenze per la lettura, le quali successivamente saranno premesse per l’evoluzione del linguaggio e per la voglia di imparare a leggere da solo.
I benefici di leggere e di leggere una fiaba ai figli, quindi, non sono pochi. Gli impegni sono molti, la vita è diventata sempre più frenetica ma dieci minuti al giorno in fondo, possono fare la differenza per il bambino e anche per il genitore che in un certo qual modo “ferma” il cervello dalla spesso stressata routine giornaliera senza ricorrere a dispositivi elettronici.

A cura di 
DOTT.SSA MONICA CONTI, PSICOLOGA 
Mail: monica.conti590@gmail.com
Tel: 348 8241179

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