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Disturbi da ora legale, come superarli in fretta

Disturbi da ora legale, come superarli in fretta
L’ora legale è tornata tra noi, probabilmente per l’ultima volta considerato che entro aprile 2020 l'Italia dovrà decidere, sulla base di una direttiva europea, se continuare ad alternarla all’ora solare oppure no. Nel frattempo tutti noi ci troviamo per l’ennesima volta ad affrontare un cambiamento non sempre facile, per fortuna limitato ai primissimi giorni. I disturbi da cambio dell’ora riguardano infatti addirittura un italiano su due, coloro che sono più sensibili all’improvvisa alterazione dei cosiddetti ritmi cronobiologici. 

Come affrontare insonnia, nervosismo e ansia legati a questo?

L’ora di sonno guadagnata nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre è in realtà una magra consolazione. Nei primi giorni riprendere i ritmi naturali potrebbe rivelarsi più difficile per qualcuno, meno per altri. Come appurato dagli esperti, nonostante lo spostamento delle lancette sia soltanto di un'ora, un cambiamento apparentemente minimo, il nostro fisico impiega mediamente una settimana a regolare l’orologio biologico legato agli importantissimi ritmi circadiani. Le difficoltà in questo senso, molto diffuse, sono comunque da intendersi come del tutto normali, naturali.

LEPRI e ZOMBIE: Sono queste le due categorie in cui si dividono statisticamente gli italiani secondo il Centro di Medicina del sonno dell'ospedale San Raffaele di Milano. Alla prima appartiene circa il 30% della popolazione, caratterizzato da una ripresa dei ritmi molto lenta dopo il cambio dell’ora. Più facilmente queste persone anticiperanno sia il risveglio che il momento in cui andare a letto, rendendo ancora più lungo il riadattamento. Più fortunati gli ‘zombie’, coloro che tendono a posticipare naturalmente il momento del sonno e che corrispondono circa al 45% del totale.

Una rimedio pratico in questo senso potrebbe essere la nota PENNICHELLA, il riposino pomeridiano che secondo gli esperti è un po’ la soluzione a tutti i mali. Il segreto per un sonnellino rigenerante è però quello di limitarlo a massimo trenta minuti, evitando accuratamente di superare i 100 minuti: in questo caso farebbe più male che bene al nostro orologio biologico.

I problemi degli adulti sono anche quelli dei BAMBINI, che dovranno necessariamente rivedere le loro abitudini per il cambio dell’ora, soprattutto quelle legate al tempo da trascorrere all’aria aperta. Non a caso sono tantissimi i pediatri contrari al cambio dell’ora, in quanto con il ‘buio anticipato’ i più piccoli perderanno in cinque mesi di ora legale tante ore che avrebbero potuto trascorrere fuori casa, lontani da divano e da passatempi sedentari. Correre, giocare a palla, andare in bicicletta sono attività che riprenderanno con l’ora solare, ma nel frattempo si riduce per loro la possibilità di tenersi attivi e in forma.

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