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Il Comune di Fiscaglia avrà la sua Consulta sul Welfare

Il Comune di Fiscaglia avrà la sua Consulta sul Welfare

Il Comune di Fiscaglia avrà presto la sua Consulta comunale, un organo propositivo, “una palestra per i percorsi partecipati” che coinvolgerà e metterà in comunicazione l'amministrazione comunale, i cittadini e le associazioni del territorio. 

Il percorso di costituzione della Consulta, che sarà principalmente incentrata sul Welfare, è stato avviato lo scorso 19 ottobre con un primo incontro tra gli attori coinvolti nel progetto, che è stato candidato a bandi regionali per ottenere incentivi e risorse oltre che per ottenere la certificazione del percorso stesso. Anche in mancanza di risorse regionali l'amministrazione comunale si impegna comunque nel portare avanti il progetto. Nei prossimi mesi si passerà alla definizione della Carta dei Valori e poi alla scrittura dello Statuto vero e proprio.  
 
“Questa amministrazione - ha commentato il sindaco Fabio Tosi - ha più volte ribadito l’importanza di coinvolgere i cittadini nella vita del Comune e la Regione stessa incentiva questi percorsi partecipati, utili a favorire confronti reali e concreti tra cittadini e istituzioni, ad affrontare le problematiche del territorio e risolverle nel miglior modo possibile. Nelle nostre comunità - prosegue - fare coesione sociale e migliorare le sinergie del territorio credo che sia il primo tassello da piazzare: per questo ringrazio l’assessore Monica Chiarini per aver seguito questo progetto con estremo impegno e minuzia”.

“Il parere della Consulta su tematiche di interesse locale sarà importante e dovrà essere ascoltato dall’amministrazione, che dovrà prendere seriamente in considerazione ciò che emergerà dal confronto"  spiega l'assessore Chiarini. "Si tratta di un organo che va strutturato su regole ben precise e tramite una serie di tappe importanti quanto fondamentali: si partirà a gennaio 2020 con una prima fase che prevede un affiancamento da parte di ‘facilitatori’, con incontri che porteranno alla stesura della Carta dei Valori della Consulta, da cui deriverà il vero e proprio statuto, redatto con la necessaria assistenza legale e poi approvato dal consiglio comunale”.

La scelta di iniziare dal welfare nasce dalla necessità di invertire la tendenza di alcuni dati particolarmente critici sul territorio, come l’indice di vecchiaia estremamente altro, il carico sociale pari al 64% della popolazione, l’abbandono dello studio e le difficoltà relazioni dei giovani e la crescente presenza di casi di patologie psichiatriche (su 12.000 casi in provincia 3000 sono minori e circa 900 adolescenti).

“Bisogna lavorare assieme - aggiunge l’assessore - non solo con le associazioni, ma anche con le persone non istituzionalizzate che lavorano attivamente sul territorio. Ci sono molti ragazzi che hanno sensibilità verso il territorio e vanno riconosciuti e coinvolti, grazie ad un percorso che deve essere visto come una palestra, per imparare, crescere e poi replicare il modello su nuovi argomenti e progetti”.

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