Comacchio e Lidi

Ci avete rotto i polmoni! Greta Thumberg, clima e indifferenza

Ci avete rotto i polmoni! Greta Thumberg, clima e indifferenza

In Greta we trust?

Sapere è potere. Possiamo prendere il motto baconiano per condensare in una citazione lo strumentalismo che l’uomo attua dal cinquecento nei confronti della natura. Nel giro di un secolo siamo riusciti a fare danni irreparabili al mondo in cui noi stessi viviamo, siamo riusciti a metterci in una strada che potrebbe sfociare verso l’estinzione di quella che oggi chiamiamo con tanta naturalezza casa, con buona pace di chi si disinteressa completamente.

Da anni milioni di persone si impegnano affinché questo non accada, ma han quasi sempre mantenuto un basso profilo, forse incapaci di avere una voce che potesse rappresentarli. Il bene, si sa, si fa in silenzio. Con rinnovato vigore però gli ambientalisti si sono svegliati e hanno deciso di parlare alla gente. Greta Thumberg non è un leader, né un capo, è semplicemente un simbolo, una rappresentante giovane per i giovani. Questa novella Giovanna D’Arco è stata in grado di trovare la giusta retorica per presentare le conseguenze dei nostri atti ad una generazione che vede nei “grandi” coloro che potenzialmente stanno agendo contro di loro. 

Combattere in questo caso è necessario, personalizzare il problema no, anzi è tanto fuorviante quanto deleterio. Ridursi a credere in una causa tale solo per simpatia o meno nei confronti della portavoce non fa altro che dimostrare la nostra ignoranza. I problemi non sorgono solo quando vengono enunciati, esistono già inespressi in attesa di qualcuno che li risolva. Le manifestazioni mondiali per il Friday for Future si sono dimostrate un’ottima occasione per milioni di ragazzi di sentire il peso della loro responsabilità, costretti non solo a rimediare agli errori dei genitori, ma anche a correggerne le idee. Compito difficile. Non c’è rivoluzione che non sia partita dai giovani, da coloro che hanno speranza, che non si sono ancora fatti corrompere dall’immobilismo degli anziani, dai pregiudizi e dalle delusioni.

In conclusione, gretini o no, qualcosa di buono stanno facendo e dovremmo assecondarli e soprattutto uscire dalla nostra indifferenza quotidiana e decidere quale schieramento supportare. L’incertezza del futuro ci obbliga a fare la nostra scelta, di ignavi e codardi ne abbiamo già abbastanza. Come diceva Fabrizio De Andrè nella canzone del maggio: «E se credente ora che tutto sia come prima, perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina, convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti».

Riccardo Fabbri

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