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Bambini e tecnologia, tra rischi, pericoli e opportunità

Bambini e tecnologia, tra rischi, pericoli e opportunità

Sette bambini su dieci, in Italia, preferiscono giocare al cellulare piuttosto che trascorrere quel tempo all’aria aperta o con gli amici: un dato che deve allarmare e che non può non essere associato al fatto che anche moltissimi adulti mostrano chiari segni di dipendenza dai dispositivi digitali. 

Certo, l’utilizzo di tablet e smartphone non è da demonizzare in sé, ci sono anche aspetti positivi legati ad un uso consapevole, tutto questo però dipende da vari fattori. Innanzitutto, “dall'età” in cui i bambini iniziano a usarli, dal “modo” in cui vengono utilizzati, e per quanto “tempo”. 

Un altro elemento importante è la qualità delle applicazioni installate sui dispositivi digitali. Non solo, quando smartphone e tablet, ma anche la tv, vengono usati in modo appropriato e condiviso con i genitori sono utili per il divertimento, lo svago e lo sviluppo di alcune competenze. Per esempio, nell'ambito visuo-spaziale, nell’attenzione o nell’apprendimento. 

Non mancano applicazioni o software infatti, progettati da esperti proprio per i bambini, in grado di stimolarne la creatività, la memoria, aiutandoli a sviluppare strategie e anche capacità di problem solving. Ma detto questo, i fattori di rischio dettati dall’uso smoderato degli strumenti tecnologici sono notevoli, specialmente se sono gli adulti a non riuscire a gestire il processo 'educativo' nell’utilizzo della tecnologia. 

Il problema nasce soprattutto dalla constatazione che spesso smartphone e tablet vengono scelti come 'baby sitter' oppure come 'calmanti' per i più piccoli. Si tratta però di un errore. I piccolissimi non dovrebbero proprio avere accesso a smartphone e tablet sotto i due anni, mentre per gli adolescenti l’accesso dovrebbe essere limitato nel tempo.

Ma quali sono i rischi e i pericoli a cui si va incontro? Innanzitutto problemi di relazione, confronto e tendenza all’isolamento dal mondo circostante. Se la tecnologia non viene sfruttata nel modo giusto, può rivelarsi particolarmente dannosa per i bambini, che non riescono a distinguere la realtà dal mondo virtuale. Nella fase della crescita è fondamentale che i bimbi sperimentino e scoprano il mondo intorno a loro. 

È fondamentale far fare ai propri figli esperienze sensoriali come giocare con l’acqua, la sabbia, il fango entrando a contatto con la natura circostante. Metterli davanti allo schermo di un tablet o di uno smartphone significa togliere loro questa possibilità. Con il tempo la realtà virtuale diventa quella “vera”, disabituandoli alla quotidianità, che risulta sempre più noiosa e deludente. Questo porta i figli a rifugiarsi nel virtuale, dove trovano consolazione e la risposta a tutte le loro esigenze. La situazione si aggrava ulteriormente quando si entra nel periodo dell’adolescenza e sfocia in fenomeni come quello degli Hikikomori, i giovani che fuggono dal mondo, scegliendo di vivere solamente nel virtuale: di giorno dormono e di notte chattano, sviluppando una dipendenza verso smartphone e tablet. 

L’uso dei dispositivi multimediali può interferire inoltre con la qualità del sonno attraverso le sollecitazioni causate da alcuni contenuti stimolanti o dall'esposizione alla luce dello schermo. L’esposizione a tablet e smartphone può procurare anche danni alla vista. L’uso continuo dello smartphone può causare il disturbo di secchezza oculare o problemi di cefalea e di postura, soprattutto di spalle e collo. E ancora, la precoce e prolungata esposizione a intensi livelli di rumore senza periodi di interruzione per le orecchie, può portare a una alterata percezione dei suoni, con interferenze nello sviluppo del linguaggio, nella comunicazione e nell'interazione con gli altri bambini. Inoltre utilizzare eccessivamente il cellulare, ma anche la Tv e le console per i videogiochi, fa aumentare vertiginosamente la sedentarietà a discapito dell’attività fisica con l’aumento di bambini sempre più in sovrappeso. 

Qual è quindi la soluzione? Per prima cosa è importante che i genitori limitino il tempo che i piccoli passano davanti allo schermo, fissando degli orari ben precisi che devono essere necessariamente rispettati. In secondo luogo, i bambini dovrebbero tornare a scoprire i passatempi più classici, come giocare all’aria aperta, fare puzzle, leggere fiabe, disegnare o fare attività manuali con la pasta di sale o la plastilina. Infine è d’obbligo che anche i genitori, sempre più distratti e dipendenti dagli smartphone, diano assolutamente il buon esempio.

A cura della Dott.ssa Monica Conti, psicologa 
Mail: monica.conti590@gmail.com
Tel: 348 8241179

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