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Fiera di Santa Croce, ecco chi sono i premiati della 348° edizione

Fiera di Santa Croce, ecco chi sono i premiati della 348° edizione
L'Antica Fiera di Santa Croce miete successi nella sua 348° edizione, caratterizzata da cinque grandi serate musicali, tombole, mercatini, gastronomia e spettacoli nella bella cittadina del Delta.

In attesa del gran finale di martedì 10 settembre, con l'attesissimo concerto gratuito dei Nomadi (nel campo sportivo dei Salesiani), ripercorriamo la cerimonia inaugurale che venerdì 6 settembre ha visto assegnati i riconoscimenti del Premio al merito L'Airone ai cittadini che maggiormente si sono distinti nel campo della solidarietà e dell'impegno civico. 

Per ciascuno dei premiati l'amministrazione comunale ha illustrato le motivazioni del premio, che vi proponiamo di seguito. Diversi anche i premi alla memoria, dedicati a codigoresi non più in vita e consegnati a famigliari e parenti, e quelli dedicati ad artigiani e imprenditori, il Premio allo Scariolante dalla fatica all'ingegno.


Adele Spada - Premio al Merito L’Airone 
Autentica, entusiasta ed appassionata estimatrice del territorio di Codigoro e delle sue eccellenze, Adele Spada ha il merito di aver messo a disposizione della collettività l'edificio di proprietà della famiglia, Palazzo Spada, allo scopo di realizzare mostre e rassegne temporanee, dedicate agli artisti locali. Per il secondo anno consecutivo il palazzo, che in passato è stato sede dello storico "Bar Commercio", accoglie esposizioni temporanee, tese a promuovere e a valorizzare il talento di pittori, scultori, fotografi nostrani.
Pregio indiscusso è anche quello di aver fortemente voluto tessere legami e collaborazioni con il territorio, a cui è profondamente legata e con il mondo dell'associazionismo locale. A dimostrazione dell'amore viscerale per Codigoro, ha messo a punto una collaborazione con l'Associazione "Insieme si può", presieduta da William Pozzati, in forza della quale sono state progettate una serie di mostre ed iniziative, che puntano i riflettori sulla creatività propria dei nostri artisti locali. L'Amministrazione Comunale le è grata per aver reso fruibili le sale di Palazzo Spada ad iniziative che promuovono l'arte e la cultura del territorio, senza costi per la comunità.
Con spirito illuminato e perspicace, Adele Spada ha trasformato il suo amore per Codigoro in una sorta di mecenatismo moderno, dal quale potranno solo continuare a sbocciare nuovi e buoni frutti.

Bruno Mancini - Riconoscimento alla memoria
Il legame tra Bruno Mancini e la sua amata Codigoro è stato un faro sempre acceso, una bussola orientata verso un percorso di vita sia professionale che nel volontariato. Uomo di rare virtù umane, ancora giovanissimo, si è trasferito dapprima a Milano e successivamente a Caltanisetta come dipendente di una catena di supermercati (Standa). Proveniente da una famiglia di panificatori, è stato poi dipendente dell’Ente Delta Padano e responsabile di cooperative agricole di Mesola, Jolanda di Savoia, Marozzo, Pontemaodino e Goro, sino a ricoprire, tra il 1976 ed il 1979 l’incarico di amministratore delle aziende agricole del Gruppo Mazzoni di Tresigallo e, dal 1979 al 1994, anno della meritata pensione, di Casa Giralda. Il rientro nell’amato paese natale è combaciato con l’inizio di un impegno nel mondo del volontariato di durata ultratrentennale, ricoprendo un posto di primissimo piano, proseguito instancabilmente sino a quando le forze glielo hanno consentito. Per cinque lustri Mancini ha speso buona parte del proprio tempo libero nell’AIDO, curandone l’amministrazione, ricoprendo anche il ruolo di commissario, seppur per un breve periodo. Volontario di spicco dell’Associazione Pronto Amico ha collaborato a numerose attività svolte dalla Pro Loco di Codigoro per la promozione del territorio e come socio del Centro sociale Anziani. Storico donatore AVIS, è stato premiato per le oltre 100 donazioni di sangue effettuate nel corso della propria esistenza.
Dopo la quiescenza ha continuato ad offrire la propria consulenza ad aziende agricole del territorio. Non trascurando l’aspetto ludico della vita, ha ricoperto il prestigioso ruolo di Direttore di gara nell’ambito della Federazione Italiana Gioco del Bridge negli anni ‘60. L’Amministrazione Comunale è lieta di conferire a Bruno Mancini il Premio alla Memoria.

Omar Scalambra
- Premio dello Scariolante dalla fatica all’ingegno
Uno dei giovani talenti che rende onore e prestigio a Codigoro in tutto il mondo è sicuramente Omar Scalambra che, a soli 35 anni, guida un'azienda con 11 dipendenti, tutti assunti nel territorio, divenuta leader nel settore degli asciugacapelli. Brevettando una propria creazione, Omar, laureato in ingegneria meccanica, dopo aver rilevato un'attività esistente che ad Italba produceva asciugacapelli, nel 2012 ha optato per il trasferimento a Pomposa, riuscendo nel tempo ad ampliare l'azienda e ad assumere personale. Il brevetto della nuova macchina asciugacapelli aspira liquidi (Ghost), è stata la chiave per aprire il mercato europeo e dell'America Latina.
Padre di due bimbe, Giulia di 9 anni e Sara di 5, è sposato con Michela, che lavora in azienda, e si occupa tra le altre cose di progettazione di centri estetici e di saloni per parrucchieri e da un anno ha aperto a Taglio di Po anche un centro di produzione di prodotti per parrucchieri. Espressione del miglior ingegno e di operosità giovanile, è un fulgido esempio di professionalità, unita al coraggio, all'intraprendenza, alla grinta e a capacità non comuni improntate all'innovazione e al coinvolgimento dei dipendenti, con i quali ha saputo trasformare la propria azienda in una grande famiglia.
Destinata ad ampliarsi ulteriormente, con i suoi due edifici l'azienda Om-System, situata di fianco alla sede di Kastamonu Italia srl, è uno dei fiori all'occhiello del settore produttivo codigorese. Ad Omar Scalambra e al suo team l'Amministrazione Comunale rivolge i migliori auguri per un prospero avvenire e per infiniti, nuovi traguardi.

Giuliano Paganini - Riconoscimento alla memoria
Nel corso di tutta la sua vita Giuliano Paganini, prematuramente spentosi l’estate scorsa a soli 61 anni, si è distinto per l’opera costante ed instancabile tesa a favorire occasioni di aggregazione sociale nella comunità e a promuovere lo sviluppo del tessuto economico locale. Nei primi anni ‘80 ha messo in luce il proprio talento sportivo come atleta, militando nelle fila della Pasini Porte Basket, attività proseguita per buona parte degli anni ‘90 in veste di allenatore delle squadre junior e senior della Fulgor Basket. Non meno importante ed incisivo è stato il suo impegno nel mondo del calcio, dapprima come giocatore e, successivamente, come allenatore.
Encomiabile anche l’azione svolta in ambito sociale, in qualità di speaker ed organizzatore delle prime edizioni del Palio dei Rioni, manifestazione che più di tutte esalta e promuove il patrimonio identitario codigorese. Conscio del valore imprescindibile della solidarietà, ha espresso il proprio impegno nel volontariato, anche in qualità di attivissimo donatore AVIS. Ha ricoperto la carica di presidente del Circolo Ricreativo Don Bosco, facendosi portavoce della fusione con l’attuale circolo Giovanile Codigorese. Inoltre, ha offerto il proprio contributo come consigliere comunale, durante il mandato del sindaco Enea Pandolfi. Laureato in agraria, ha dedicato una parte consistente della propria carriera professionale alla Confederazione Italiana Agricoltori. L’Amministrazione Comunale, grata per l’impegno speso al servizio della comunità, dedica a Giuliano Paganini, il Riconoscimento alla Memoria.

Giulietto Mazziga - Riconoscimento Santa Croce
Per chi ha avuto il privilegio di godersi la pensione in giovane età, come è successo a Giulietto Mazziga, in quiescenza da 22 anni, ossia da quando ne aveva 54, l'impegno nel volontariato diventa un percorso obbligato. Da ex caposquadra dell'Enel, ha reinventato la propria vita, affiancando l'opera dell'indimenticato Massimo Minguzzi, impegno finalizzato a creare e a far crescere il "Laboratorio di ceramica "Amici dell'arte". La magnifica esperienza condivisa nel laboratorio si è purtroppo spenta nel mese di maggio scorso, dopo la prematura, dolorosa scomparsa di Minguzzi, ma creatività ed entusiasmo di Mazziga sono stati convogliati nell'Associazione “Insieme si può”.
Sempre con grande slancio e con nobile spirito di volontariato, da scultore, esperto nella realizzazione di bassorilievi, ha recentemente realizzato tutti i pannelli che in via Papa Giovanni XXIII e vicino al Ponte degli scariolanti, raffigurano la storia di diversi artisti locali, da Capuzzo ad Andreoli, passando per Lana e Sarto. Sempre collaborando con l'associazione "Insieme si può", ha provveduto a riverniciare tutte le panchine dislocate tra la Riviera Cavallotti e quelle di Piazza Matteotti.
L'Amministrazione Comunale esprime a Giulietto Mazziga sentita gratitudine per l'impegno profuso dal 1995 al maggio scorso al fianco di Massimo Minguzzi e per la passione con cui, nella sua qualità di socio dell'associazione “Insieme si può”, sta continuando a portare avanti la nobile missione del volontariato, ossia quella di donare al prossimo e di porsi al servizio degli altri con dedizione. Mazziga, infine, ha donato numerose opere alle scuole e alla casa protetta, contribuendo a diffondere il valore dell'arte e, al contempo, del dono.

Maria Teresa Malacarne - Riconocimento alla memoria
L’intera comunità è rimasta profondamente scossa, un anno fa, dalla prematura, tragica scomparsa di Maria Teresa Malacarne, storica presidente della Sezione Avis di Mezzogoro e, in seguito, di Codigoro. Volontaria esemplare, concittadina dal sorriso radioso, sempre disponibile a promuovere iniziative e progetti volti a conferire risalto al valore universale del dono, con autentico spirito di servizio, per il bene del paese, è stata un esempio di ineguagliabile spessore civico e morale.
E’ Deceduta il 2 settembre 2018, a seguito di un gravissimo incidente stradale, avvenuto durante una vacanza con il marito Romano Roma, in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. Anche in quella dolorosa circostanza ha saputo distinguersi per un gesto di altruismo non comune, donando sei organi ad altrettanti pazienti in attesa di trapianto. Proveniente da una famiglia, in cui la scienza si respirava tra le pareti domestiche, avendo il padre Natale, esercitato la professione di medico di base per tanti anni a Mezzogoro, si è distinta anche per l’organizzazione della fiera locale, nell’ambito del Comitato manifestazioni presieduto dal marito.
Grande sensibilità ha mostrato verso i bimbi della scuola materna della sua frazione, con iniziative varie e doni. Proprio quest’anno le sarebbe stata conferita la benemerenza Avis per aver raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 donazioni. L’Amministrazione Comunale è fiera di attribuire ad una donna che ha speso la propria vita per la famiglia e per la collettività, quale è stata Maria Teresa Malacarne, il Riconoscimento alla Memoria.

Massimo Gardellini - Riconoscimento alla memoria
Il nome e la storia artistica di Massimo Gardellini resteranno indelebili nella memoria collettiva di Codigoro, paese dove è nato , dal quale ha tratto ispirazione e linfa per le proprie opere di scultore.
Questa passione infatti è divenuta una vera e propria dimensione di vita. Ha improntato il suo cammino professionale in nome della divulgazione dell’Arte, come strumento universale di comunicazione e nutrimento per la crescita dell’umanità.
Insegnante di educazione artistica alle Scuole Medie e di Storia dell’Arte al Liceo Scientifico di Codigoro, ha assunto il ruolo di Direttore della Scuola d’Arte e Artigianato Artistico presso il palazzo del Vescovo, di cui ne ha anche ricoperto la carica di Presidente negli anni ‘80.
Ha trasformato la sua abitazione in laboratorio e galleria, divenuta scrigno prezioso di arte contemporanea dove custodire dipinti, sculture, poesie, racconti, testimonianze incancellabili di una vita dedicata alla sua passione , divulgata anche fra le giovani generazioni.
Spentosi nell’Aprile scorso, all’età di 77 anni, ha condiviso con l’amata moglie Carla, compagna di una vita intera, un percorso professionale ed artistico da tramandare alla comunità.
Particolarmente stimato e ricordato per il monumento in bronzo che tutti noi possiamo ammirare dal ponte che attraversa la Riviera Cavallotti, omaggio allo scariolante, in quanto proveniente egli stesso da una famiglia di scariolanti. Altrettanto apprezzato il monumento bronzeo alla bracciante collocato nei giardini pubblici di Via Gramsci, nei pressi delle scuole Medie.
“Voglio che non si dimentichino le facce sudate e i corpi stanchi con la schiena piegata dall’alba al tramonto” amava ricordare Massimo Gardellini impegnandosi con tenacia e volontà per il doveroso omaggio al duro lavoro manuale con numerose mostre, rassegne e collaborazioni artistiche.
Suo è il premio allo Scariolante, da quest’anno orfano del suo artefice, uomo di straordinaria sensibilità intellettuale e di grande rigore morale. Per questo, l’Amministrazione Comunale, con gratitudine, conferisce a Massimo Gardellini il riconoscimento alla memoria.

Massimo Minguzzi
- Riconoscimento alla memoria
Nel 2018 Massimo Minguzzi è stato insignito del riconoscimento “Santa Croce” per la professionalità, la dedizione, che lo hanno contraddistinto in tanti anni di lavoro e per l’impegno profuso al servizio del prossimo nel volontariato.
A distanza di un anno, l’Amministrazione Comunale, scossa quanto la comunità per la sua improvvisa, prematura scomparsa, ritiene doveroso tributare il Riconoscimento alla Memoria a Minguzzi, fondatore di una delle imprese edili più prestigiose del Basso Ferrarese. Corali sono gli apprezzamenti rivolti al nostro concittadino, classe 1949 anche per i 50 anni spesi nella Nuova Unione Sportiva Codigorese e nell’ambito della Pro Loco. Un destino infausto non gli ha permesso di godersi la meritata pensione, ma con un gesto simbolico, unito all’amore dei familiari e di quanti lo hanno conosciuto, la comunità ambisce ad eternare il ricordo di un uomo instancabile, sempre disponibile a condividere con il Comune di Codigoro e con il mondo dell’associazionismo nuove avventure, improntate al bene comune. Granitica ed encomiabile anche la collaborazione prestata al maestro Massimo Gardellini, fondatore di un rinomato laboratorio di ceramica. Suoi sono i bassorilievi esposti all’interno delle Chiese di San Martino e del Rosario a Codigoro e presso la chiesa di Torbiera, frutto di donazioni spontanea dello stesso artista. Merito indiscusso dell’artista-artigiano codigorese è indubbiamente stato quello di divulgare tra i giovani la passione per l’arte ceramica, attraverso attività laboratoriali e corsi gratuiti, organizzati nelle scuole del territorio. Per tutte queste ragioni e, non da ultimo, per l’infaticabile impegno messo in campo a favore delle nuove generazioni con abnegazione ed autentico spirito di servizio, l’Amministrazione Comunale è lieta di conferire a Massimo Minguzzi il Riconoscimento alla Memoria.

Natale Trombini - Riconoscimento alla memoria
Il nome di Natale Trombini, da tutti ricordato affettuosamente “Ciuffi”, è strettamente legato alla storia di Pontelangorino e alla sua comunità. Per oltre 40 anni ha esercitato la professione di falegname, attività a cui era appassionato al punto tale da plasmarla in un vero e proprio stile di vita, ovvero in un’arte da nutrire giorno per giorno. Nel 1969 fonda la “Pontelangorino Calcio”, alla quale ha dedicato gran parte del suo tempo libero. Era un presidente d’altri tempi, tuttofare. Si cimentava anche nelle attività più semplici, prendendosi cura del decoro del campo sportivo e degli spogliatoi, per i quali ha realizzato gli arredi.
Alla guida di Trombini la squadra ha raggiunto traguardi storici, scalando le vette sino alla Promozione. Orgoglio calcistico della comunità di Codigoro, ha seguito la società sino ai primi anni Duemila. Il ricordo del Presidente-falegname della formazione di calcio di Pontelangorino resterà per sempre unito anche a quello della Sagra della Zucca, in occasione della quale si dilettava a costruire e ad esporre opere in legno come l’Abbazia di Pomposa, la Mole Antonelliana, modellini di navi e di strumenti musicali; opere originali e raffinate che hanno strappato consensi unanimi in tutte le rassegne. Di straordinario spessore umano, stimato e benvoluto da tutti, allegro, gioviale, sempre di compagnia, si è speso pure per la parrocchia di Pontelangorino, per la quale ha ristrutturato e riverniciato i banchi della Chiesa.
“Ciuffi”, deceduto a 84 anni il 9 gennaio scorso, ha incarnato l’essenza nobile ed autentica del volontariato e per tutte queste ragioni l’Amministrazione Comunale, con orgoglio, gli conferisce il Riconoscimento alla Memoria.

Roberto Lucchi - Riconoscimento Santa Croce
Reduce dal successo della sua recente collaborazione con il Ferrara Buskers Festival, Roberto Lucchi, a soli 24 anni ha trasformato la sua passione per i cappelli artigianali in un’affascinante avventura, che lo ha portato a realizzare magnifici pezzi unici per numerosi artisti di fama nazionale ed internazionale.
Dopo aver abbandonato la facoltà di Economia, il giovane codigorese ha inseguito un sogno, visitando i vecchi cappellifici toscani dismessi, apprendendo da vecchi cappellai le tecniche di un’arte antica e trasferendo conoscenze e competenze acquisite nell’Atelier della nonna, il suo laboratorio artigianale di via Enrico Fermi 35, un micro-cosmo tutto da scoprire. Vecchie macchina da cucire, un conformatore in legno e metallo del 1850 e tanti altri attrezzi di un mestiere antico costituiscono le basi operative per il giovane “Cappellaio Matto”, come affettuosamente è stato ribattezzato dai protagonisti di “Detto Fatto”, programma di Rai 2, condotto da Bianca Guaccero, dove Roberto offre la propria autorevole consulenza, in qualità di tutor.
Tanti sono i pezzi unici e di grande pregio artigianale ed artistico realizzati in soli due anni dal giovane codigorese, tra i quali spiccano quelli per lo chef Joe Bastianich, per J-A.X., per Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, per Andrea Appino, frontman dei Zen Circus e ora anche per Andrea Bocelli.
Roberto Lucchi , con estro e coraggio ed un pizzico di stravaganza, mai enfatizzata, tesi a rendere più accessibile il cappello nell'immagine collettiva, vero esempio di intraprendenza e creatività giovanile elevate all'ennesima potenza, è motivo di orgoglio per il Comune di Codigoro, che continuerà a sostenerlo in tutti i suoi progetti futuri.

Salvatore Pistone - Premio Fedeltà al Lavoro
Da 76 anni, tra i quali ben sessanta in Via XX Settembre, a due passi dal Municipio, Salvatore Pistone gestisce la sua attività di barbiere .
Grazie alla sua giovialità e ai suoi modi affabili, tratti distintivi della sua terra di provenienza, la Sicilia, ha saputo conquistare la simpatia e l’amicizia di tutti.
A 86 anni suonati è tra i pochissimi barbieri italiani ancora in attività e a dispetto dell’età, è proprio “lo stare in negozio” a conferirgli la carica giusta per mantenersi eternamente giovane .
La passione per il lavoro ha scandito la sua carriera professionale, attraverso un percorso intrapreso all’età di 10 anni, quando gli impegni scolastici si alternavano con quelli “ a bottega” dove i clienti davano una mano, a fare i compiti, al piccolo apprendista.
L’Amministrazione Comunale è lieta di conferire il Premio Fedeltà al Lavoro 2019 a Salvatore Pistone , un barbiere che da così tanto tempo esercita la propria professione con dedizione e sebbene stia pensando di appendere forbici, pennello e rasoi al muro entro la fine di quest’anno, con rammarico è disposto a …… darci un taglio per occuparsi della meritata pensione.
Codigoro, città nella quale è approdato ancora giovanissimo, dove già lavorava un fratello finanziere, gli è grata per il fecondo impegno profuso, volto anche a tramandare i segreti del mestiere attraverso l’Accademia Nazionale Acconciatori Misti, frequentata dapprima come allievo e, successivamente, come maestro.

Vincenzo Trapella - Riconoscimento “Santa Croce”
Ancora giovanissimo, Vincenzo Trapella, assunto dalla Camera del Lavoro di Codigoro come fattorino, si avvicina all’affascinante mondo dell’informazione e della carta stampata, scrivendo articoli incentrati sugli scioperi e sull’occupazione delle terre, sottoposte ad ampi processi di bonifica. Sono trascorsi ben 70 anni dal primo articolo firmato sul “Corriere del Po”, grazie al quale il giovanissimo giornalista pubblicista codigorese ha cominciato a mettere in luce la propria passione per il giornalismo, unita ad una profonda conoscenza delle dinamiche e degli equilibri che sottendevano le complesse vicende locali. Decisivo si è rivelato l’incontro con un giornalista professionista, Fidia Sassano, divenuto una sorta di mentore e di maestro per il giovanissimo fattorino della Camera del Lavoro che, a soli 16 anni, ha cominciato a cimentarsi con la cronaca locale, seguendo delicate inchieste sugli scioperi dei braccianti agricoli, in tempi in cui l’occupazione delle terre era perseguita penalmente, come un reato. Il 2019 segna una tappa di tutto rispetto per il cronista codigorese, che festeggia le nozze di diamante con l’inchiostro, strumento di lavoro trasformatosi negli ultimi tempi in tastiera, monitor e mouse. Nel 1951 Trapella approda all’Avanti, sempre in qualità di collaboratore, mentre tra gli anni ‘70 ed ‘80 si susseguono le collaborazioni con la Gazzetta Padana (divenuta poi Gazzetta di Ferrara) e, dal 1989, con la Nuova Ferrara. Profondamente legato al proprio territorio, ormai forte di una lunga esperienza maturata sul campo, ovvero sempre sul pezzo, all’inizio degli anni ‘80 fonda il settimanale “Tutto Calcio”, ribattezzato poi “Sport Dilettanti”. Sempre negli anni '80 prende forma l'Agenzia pubblicitaria PubliTrap, chiusa dopo il decesso dell'indimenticato figlio Gianni, col quale, dopo aver terminato la straordinaria avventura legata alla cronaca sportiva, ha fondato la "Rivista - Un Po nel Delta", cessata nel 2015.
Negli ultimi anni ha organizzato feste con i nonni e si è avvicinato al mondo operoso del volontariato, entrando a far parte dell’associazione “Insieme si può”. L’Amministrazione Comunale gli esprime profonda gratitudine per i 70 anni di intensa documentazione delle vicende di cronaca del territorio e per le tante attività, svolte anche con il supporto del compianto figlio Gianni, improntate alla valorizzazione delle eccellenze locali in tutti i settori della società civile.
A Vincenzo Trapella va il merito di aver sempre saputo raccontare con il candore e la freschezza di un ragazzo, il territorio a cui è visceralmente legato, senza mai esser venuto meno al rigore della verità.

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