Comacchio e Lidi

Comacchio, ai Cappuccini la passeggiata… ad ostacoli

Comacchio, ai Cappuccini la passeggiata… ad ostacoli

Una riflessione su diritti e doveri dei cittadini di una città d’arte

Mi sono sempre chiesto cosa serva imparare l'area del trapezio o l'anno in cui è scoppiata la seconda guerra punica, mentre ignoriamo la Costituzione e le norme elementari del vivere civile. Diritti ma soprattutto doveri. Il primo dovere è quello del rispetto del prossimo, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione, dall'appartenenza ad un'altra nazione. Altrettanto importante è il rispetto dell'ambiente.

Comacchio è un'autentica perla dal punto di vista ambientale ma c'è ancora tanta gente che non la sa apprezzare e soprattutto rispettare. Mi faccio portavoce delle lamentele esternate da residenti e turisti a proposito della presenza, ahimè piuttosto diffusa, di deiezioni di cani, sparse un po' ovunque.

In questi giorni di pioggia e di gelo, molte persone percorrono a piedi il seicentesco porticato dei Cappuccini, emblema non solo della devozione mariana ma anche della nostra città. Provate a percorrere quei 400 metri di porticato, magari con gli occhi puntati verso le volte degli archi a tutto sesto (sono 142) e scommetto che non riuscirete ad evitare le cacche disseminate ai lati o nel bel mezzo del porticato. Dovrete allora abbassare gli occhi e talvolta fare una sorta di slalom, perché troverete pure deiezioni spiaccicate.

Insomma, potreste, quando meno ve l'aspettate, magari assorti in chissà quali pensieri, finire...nella cacca.
Io amo cani e gatti ma proprio per l'affetto che porto, è mio dovere seguirli come si seguono i bambini e in ogni caso, se fanno i loro bisogni, soprattutto nel centro storico, non posso non tenermi appresso il necessario per rimuovere lo sporco.

Ne va del decoro della nostra bella e caratteristica città. Che esempio diamo a coloro che cercano di ammirarne scorci ed emergenze architettoniche? E' una questione di educazione. Ma che fine ha fatto l'educatore? Chi educa più? La famiglia? Quale? La Chiesa? Forse. La scuola? Non ha più tempo.
Tutto è affidato ai pc, ai social, alle diavolerie tecnologiche dei cellulari, al mondo del web. Belle invenzioni da usare nel modo giusto.

E allora, miei cari dirigenti scolastici e insegnanti, sappiate che il dovere più importante di ciascuno di noi è quello di educare i ragazzi fin dalla scuola primaria. Due ore di educazione civica settimanali nel programma curriculare (si dice così?) non farebbero male. Al posto di una regola geometrica in meno una regola di vita in più. Anche se, purtroppo, di questi tempi, la regola è il non rispetto delle regole.

Luciano Boccaccini

(foto originale di Alessandro Tura, italiainfoto.com)
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