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I nostri bimbi tra i banchi di scuola: cosa sono le funzioni esecutive?

I nostri bimbi tra i banchi di scuola: cosa sono le funzioni esecutive?
Oggi parliamo di funzioni esecutive e di quanto siano indispensabili non solo nell'ambito scolastico, ma praticamente in ogni contesto di vita. In primo luogo, quando parliamo di funzioni esecutive non intendiamo solo una cosa. Bensì ci riferiamo ad una vasta categoria di capacità cognitive necessarie per programmare, mettere in atto e portare a termine con successo un comportamento finalizzato a uno scopo

Esse includono quindi processi cognitivi e di autoregolazione che consentono il monitoraggio e il controllo di pensieri e azioni. Permettono di prendere decisioni, di selezionare quali processi attivare al fine di mettere in atto comportamenti coerenti diretti verso uno scopo specifico. Considerando l’ampia letteratura scientifica in merito è possibile riconoscere alcuni processi fondamentali sottostanti le funzioni esecutive, come:

  • L’INIBIZIONE cioè la capacità nel focalizzare l’attenzione sui dati rilevanti ignorando i distrattori ed inibendo le risposte motorie ed emotive, impulsive o non pertinenti rispetto agli stimoli.
  • LA FLESSIBILITA’ MENTALE cioè la capacità di adattarsi a nuove situazioni di apprendimento e di muoversi abilmente tra vari stati mentali.
  • LA PIANIFICAZIONE cioè quella capacità che ci permette di eseguire comportamenti finalizzati ad un obiettivo seguendo tappe ben ordinate e precise.
  • LA MEMORIA DI LAVORO cioè la capacità di conservare le informazioni mentre si è concentrati su un’attività, anche se lo stimolo è scomparso.

Quando i bambini usano le Funzioni Esecutive?
  • Nell'apprendimento di nuove azioni e sequenze di azioni che necessitano di pianificazione
  • Negli apprendimenti scolastici
  • Nelle attività in cui è necessario un controllo dell’azione e la correzione degli errori
  • Nelle attività in cui è necessario autoregolarsi con un costante monitoraggio del proprio comportamento
  • Nelle azioni in cui in cui bisogna superare risposte abituali inibendole a favore di altre
Queste abilità cognitive e autoregolative che sono così importanti, e nella vita di tutti i giorni diamo per scontate, si sviluppano in realtà gradualmente durante l'infanzia e l'adolescenza. E' un processo che richiede tempo, tanto, e possiamo dire che si raggiunge la piena maturità delle funzioni esecutive addirittura dopo circa i vent'anni. 

Alcuni bambini sviluppano queste capacità cognitive prima, per altri il processo di sviluppo richiede più tempo. Alcuni di essi, soprattutto se con ADHD (Disturbo da Deficit dell’Attenzione e dell’Iperattività) hanno le funzioni esecutive più deboli rispetto ai loro coetanei, con uno sviluppo più lento di queste competenze anche di tre o quattro anni. Ciò significa che un ragazzino che ha ricevuto la diagnosi di ADHD avrà probabilmente l'autoregolazione emotiva e le capacità organizzative di un bambino più piccolo e da persone non del settore verrà definito spesso come "immaturo". Queste capacità sono inoltre particolarmente importanti perché regolano anche l'emozioni e l'impulsività. 

Aiutano per esempio un bambino a gestire la propria frustrazione quando non ottiene ciò che vuole, così come aiutano un adolescente a imparare come interagire socialmente con gli altri e come partecipare ad una conversazione. È tuttavia importante sapere che le debolezze nel funzionamento esecutivo sono migliorabili; quindi tutti i bambini, indipendentemente da dove si trovino sulla scala delle funzioni esecutive, possono aumentare queste capacità e migliorarle. Le debolezze nelle funzioni esecutive in genere sono più problematiche nell'ambiente scolastico, anche se possono manifestarsi in molti modi anche tanto diversi tra loro. Ad esempio libri, portafogli, telefoni, giacche e chiavi dimenticate in giro e perse sono segni caratteristici di un'incapacità nel pianificare e nel sapersi organizzare, quindi nelle funzioni esecutive.

Cosa si può fare per migliorare la situazione?
Innanzitutto si possono intraprendere dei percorsi specifici con uno psicologo in modo da rendere più consapevole i comportamenti messi in atto potenziando le funzioni esecutive più deboli. La famiglia può dare il suo contributo fornendo al bambino strategie per la gestione dei comportamenti e la loro modificazione. Percorsi combinati insieme alla collaborazione della scuola miglioreranno notevolmente così la vita scolastica ed extrascolastica del bambino o del ragazzo.

A cura della Dott.ssa Monica Conti, psicologa 
Mail: monica.conti590@gmail.com
Tel: 348 8241179

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