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L'Anima di Romualdo avvistata al Castello?

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Anche il Castello di Mesola pare abbia il suo fantasma

Anche il Castello Estense di Mesola (Fe), come tutti i manieri degni di questo nome, pare (così dice la leggenda che si tramanda da antichi testi e materiale sul web) custodisca ed ospiti qualche anima inquieta che di tanto in tanto lascerebbe qualche segno per farsi vedere o sentire da qualche spaventato testimone.

Il castello, edificio con un grande valore storico visitato spesso da turisti e curiosi, pare abbia risvegliato l’interesse di parapsicologi e “ghost hunters” (cacciatori di fantasmi) grazie anche a servizi ed inchieste da parte di riviste di settore. La nota rivista scientifica “L’Eco di Nostradamus”, avrebbe, qualche anno fa, documentato con delle sconcertanti immagini la presenza di un essere etereo e spettrale dalla forma e dalla sagoma quasi umana che si aggirava tra le sale dell’antico maniero estense. A sentire chi ha scritto l’articolo, sembra che le immagini siano state esaminate da esperti (finanche dall’estero) che non hanno saputo dare una spiegazione plausibile e razionale a quanto immortalato dalla macchina fotografica. Il giudizio unanime dei periti è stato che si tratta di immagini non ritoccate ma autentiche e non manomesse.

Lo spettro immortalato, pare essere, stando agli storici, quello di Romualdo d’Este, vissuto nel periodo del  1600 e, sempre secondo la leggenda, portatore di un difetto fisico dalla nascita. Il buon Romualdo aveva le sopracciglia unite tra loro e questo lo rendeva spaventoso alla vista degli altri.

All’epoca, avere le sopracciglia unite era considerato un segno del demonio, del maligno, e quindi chi le portava, era spesso emarginato dalla comunità in quanto ritenuto vicino al Demonio. Per questo motivo, il giovane nobile era costretto a girare con una fasciatura che copriva la parte superiore del viso e la famiglia, per evitare che venisse deriso o peggio ancora malmenato, decise di non farlo più uscire dal castello trasformando il maniero in una sorta di prigione per il povero ragazzo.

Giunto all’età adulta, il giovane Romualdo si accoppiò con una prostituta pagata dai suoi genitori ma, durante l’atto sessuale, la fascia che portava per coprire le sopracciglia cadde a terra rivelando alla donna il terribile difetto fisico. La donna, terrorizzata, scappò velocemente via ma Romualdo la raggiunse ed in preda al panico ed al delirio, la uccise strangolandola.

Resosi conto del delitto commesso, pare che poi, Romualdo, si suicidò impiccandosi ed usando una delle sue lunghissime sopracciglia come corda. Da allora, tra le sale del castello di Mesola, pare che ogni 17 Giugno qualcuno riesca a sentire le grida strazianti della povera prostituta uccisa e la figura di Romualdo, pare si aggiri senza pace spaventando non pochi testimoni. Leggenda? Fiaba? Realtà? Come in ogni leggenda che si rispetti, un fondo di verità, scavando, lo si trova quasi sempre…

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