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Cimici infestanti, tecnici all'opera a Migliarino

Cimici infestanti, tecnici all

Arriva con i primi caldi, da qualche anno a questa parte anche nelle nostre zone dopo aver colonizzato le aree più interne della regione, principalmente Modena, Reggio e Bologna. Si tratta della cimice dell’olmo, un insetto più molesto di altri suoi simili. 

Per questa ragione è necessario procedere, in caso di infestazioni di aree pubbliche o private, a disinfestazione. È il caso di Fiscaglia, dove l’amministrazione comunale ha programmato per mercoledì 26 giugno un intervento nel parco di via Gramsci a Migliarino (nel tardo pomeriggio). L'area trattata del parco potrà essere riaperta alla frequentazione pubblica a partire da due giorni successivi.

Le infestazioni di questo insetto sono di norma associate alla presenza di olmi nei dintorni degli edifici, alberi su cui gli esemplari adulti della cimice in questione si trasferiscono all'inizio della primavera per accoppiarsi e deporre le uova in corrispondenza degli ammassi di frutti.

I nuovi esemplari, raggiunto lo stadio adulto indicativamente dall'inizio di giugno, abbandonano l'olmo e si disperdono nell'ambiente alla ricerca di ripari. In questa fase si possono ritrovare gli insetti su altri alberi diversi dagli olmi, oppure nelle abitazioni.

Va ricordato che la cimice dell’olmo non rappresenta un pericolo per l'uomo e gli animali domestici: non punge e non veicola alcun patogeno, ma la presenza massiccia e continua di gruppi di adulti negli appartamenti (nei battiscopa, nei serramenti, all'interno degli arredi quali mobili della cucina e letti), unita alla capacità dell'insetto di emettere un odore sgradevole quando è molestato, determinano allarme e preoccupazione tra i cittadini.

Come illustrato dal sistema informativo della Regione Emilia Romagna, “gli esperti sconsigliano in ogni caso l'impiego indiscriminato di insetticidi ad uso domestico, in quanto pericolosi per la salute delle persone ed inutili al fine di contenere le infestazioni. Questo fenomeno – si precisa - deve essere affrontato con un approccio integrato che preveda: la pulizia delle aree degradate ed incolte (dove spesso è abbondante la presenza di arbusti di olmo e di nicchie idonee allo svernamento), la raccolta ed eliminazione dei frutti di olmo caduti a terra, la messa in opera di barriere in porte e finestre che limitino l'ingresso degli adulti nelle case (chiusura di eventuali crepe, installazione di zanzariere, ecc.)”.

Nelle aree pubbliche saranno i tecnici comunali preposti alla gestione e manutenzione del verde a valutare l'opportunità di un trattamento con prodotti fitosanitari a bassa tossicità per l'uomo da effettuare alla chioma degli olmi il prossimo anno, entro la seconda metà del mese di maggio.

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