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Dsa, i segnali di disagio emotivo nei bimbi con Disturbo Specifico dell'Apprendimento

Dsa, i segnali di disagio emotivo nei bimbi con Disturbo Specifico dell
Parleremo questa volta del disagio psicologico e delle emozioni negative che possono vivere i bambini con un DSA.
Alcuni studi in letteratura evidenziano che circa l’80% dei bambini con problemi di apprendimento presentano anche problematiche di tipo relazionale, maggiore ansia, ritiro in sé stessi, scarsa autostima, minore adattamento sociale ed emotivo.

Anche se in questi ultimi anni se ne parla molto di più e vi è maggiore informazione rispetto al passato, ci sono ancora diverse problematiche per quanto riguarda i disturbi specifici dell’apprendimento, soprattutto in zone “difficili” o poco raggiungibili: spesso gli insegnanti non sono sufficientemente preparati, i genitori sono disinformati, i servizi nel territorio mal organizzati. 

E le conseguenze? Le conseguenze sono sulla pelle dei bambini. Spesso vi sono diagnosi tardive o non viene adeguatamente spiegato che cosa vuol dire realmente avere un DSA o come trattarlo. Questi bambini sono etichettati come lenti, svogliati, scarsamente motivati nello studio, disattenti, poco concentrati e vengono frequentemente presi in giro dai coetanei o richiamati con giudizi negativi dagli adulti. Nei casi più gravi possono vivere sulla propria pelle episodi di bullismo fisico e verbale che, ripetuto nel tempo, non solo si ripercuotono negativamente sullo sviluppo emotivo ma generano un profondo stato di disagio psicologico che spesso non viene compreso dagli adulti.

Ma quali possono essere i segnali di rischio di un possibile disagio emotivo?
1. Il bambino non crede in sé stesso e si sente in colpa per non andare bene a scuola o per non raggiungere risultati positivi come i suoi compagni; in questi bambini si incrementa così un senso di sfiducia nelle proprie capacità e spesso possono pensare o ripetere frasi come “non sono capace”, “sono stupido”, “non sono intelligente come gli altri bambini”.

2. Il bambino ha l’ansia e il rifiuto per la scuola: egli la vede come un ambiente potenzialmente pericoloso che gli crea preoccupazioni e disagio. L’ansia scolastica si manifesta essenzialmente con l’evitamento e il rifiuto non solo in vista di interrogazioni o verifiche ma anche solo nello stare in classe costantemente in stato di allerta e preoccupazione per essere interpellato senza preavviso, non riuscire a dare la risposta giusta o per essere oggetto di derisione se risponde in modo scorretto. Situazioni del genere nei casi più gravi prende il nome di “fobia scolastica”.

3. Insorgenza di manifestazioni somatiche come mal di pancia, mal di testa, senso di nausea, vertigini e vomito. Questi episodi accadono più frequentemente al mattino appena sveglio, dopo la colazione o durante le prime ore scolastiche. 

4. Difficoltà ad addormentarsi o risvegli ripetuti durante la notte per incubi e stato di agitazione, a volte regredendo in comportamenti “da bambino piccolo” come ad esempio voler dormire nel lettone insieme alla mamma e il papà.

5. Cambi repentini del tono dell’umore, in cui si può osservare nel bambino uno stato di apatia, profonda tristezza, disinteresse e poca energia nel fare le cose anche di maggiore interesse. In alcuni casi si possono manifestare anche comportamenti di ostilità, aggressività o scoppi di rabbia.

È fondamentale quindi, se si notano questi segnali, non aspettare a contattare uno specialista perché prima si identificano e prima si interviene. Agire velocemente vuol dire aiutare il bambino a vivere sereno, a sentirsi meglio con sé stesso e con gli altri ma soprattutto a portarlo a credere che lui può ed è molto di più di ciò che lui pensa di essere.

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