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Discalculia, quando i numeri sono un incubo (affrontabile)

Discalculia, quando i numeri sono un incubo (affrontabile)

La mia testa con i numeri dà i numeri! Se ci facciamo caso i numeri fanno parte di noi, della nostra quotidianità, basti pensare all’orologio, alle operazioni che si fanno con il denaro ogni giorno quando acquistiamo qualcosa, alle date, al trovare una pagina in un libro oppure contare degli oggetti di un insieme, leggere e scrivere i numeri o anche procedure più astratte come il prestito e il riporto o le leggi aritmetiche tipo a + b= b + a ecc. 

Tutte queste abilità sono assai più complesse e sottili di quanto possano apparire. Alla base c’è sempre un’elaborazione e trasformazione da uno a più dati in ingresso in uno o più risultati. Queste abilità per molte persone non sono affatto semplici e spesso la fatica nello svolgere calcoli, recuperare nella mente le procedure, o fatti numerici indispensabili per risolvere alcune operazioni di base, diventa molto complesso e comporta enorme fatica, ansia e frustrazione. 

Ora, si sa, la matematica non è mai stata la materia preferita di tutti e alcune difficoltà sono legittime, ma a volte, alla base, si potrebbe trovare un vero e proprio Disturbo Specifico del Calcolo e/o del Numero, detto anche Discalculia Evolutiva. Essa viene definita come un disturbo che interessa la produzione o comprensione delle quantità, dei simboli numerici, oltre alle operazioni di base della matematica. Nella discalculia si possono distinguere due diversi profili di funzionamento:

1. Una debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti di cognizione numerica;
2. Una debolezza nelle procedure esecutive (lettura, scrittura e messa in colonna dei numeri) e di calcolo (recupero dei fatti numerici e algoritmi del calcolo scritto).

Nel primo caso parliamo di “cecità del numero”, ovvero l’incapacità per il soggetto di comprendere le numerosità e quindi di manipolarle. È una carenza di intelligenza numerica basale, ovvero di quelle operazioni cognitive che ci consentono di riconoscere ad “un primo sguardo” una quantità, nei meccanismi di quantificazione, comparazione, seriazione, strategie di calcolo a mente. I sintomi da osservare nello specifico sono:
  • incapacità di conteggio avanti e indietro;
  • difficoltà a leggere e scrivere i numeri;
  • incapacità a riconoscere piccole quantità a “colpo d’occhio” senza contarle e la loro comparazione, ad esempio determinare se 6 è maggiore di 2;
Nel secondo caso rientrano in questa categoria diagnostica i bambini che hanno debolezza nelle procedure, in particolare i sintomi sono:
  • difficoltà ad incolonnare i numeri nello spazio del foglio o inserire i decimali;
  • mancato riconoscimento dei simboli numerici e confusione ad esempio tra “+” e “x”;
  • incapacità di lettura e scrittura dei numeri, ad esempio il 6 viene scambiato con il 9 o non vi è un rispetto del valore posizionale del numero ad esempio 1023 viene scritto 100023;
  • difficoltà nella memorizzazione delle tabelline o altre semplici operazioni come 50+50, 25-5,2:2;
  • difficoltà nella conoscenza degli algoritmi di calcolo e del perché delle diverse fasi ad esempio perché nel caso della sottrazione si va a chiedere il prestito ad una decina qualora il sottraendo sia maggiore del minuendo.
A differenza degli altri DSA, l’età minima per fare diagnosi di discalculia è al completamento della 3° classe della scuola primaria. Si può parlare di discalculia quando si osserva che l’esercizio ripetuto nel tempo non migliora la prestazione. 

Questi bambini e ragazzi infatti, anche a seguito di numerosi recuperi, esercizi, attività costanti sui numeri e calcoli faticano ad automatizzarne le procedure. La cosa fondamentale è quella di individuare tempestivamente il problema, attuare un tipo di intervento a partire dagli errori specifici, privilegiando così un lavoro personalizzato, mirato a potenziare le reali difficoltà del soggetto e grazie alla Legge 170/2010, usufruire degli strumenti compensativi/dispensativi come la classica calcolatrice, formulari, tabelle, utilizzo di software specifici, tempo maggiore per le verifiche ecc.


A cura della Dott.ssa Monica Conti, psicologa
Mail: monica.conti590@gmail.com
Tel: 348 8241179

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