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Scrittura a zampe di gallina o Disgrafia?

Scrittura a zampe di gallina o Disgrafia?

Continua il mio percorso per informarvi sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Oggi parlerò del disturbo forse un po’ meno studiato e quello che solitamente viene maggiormente sottovalutato: la disgrafia. Questo disturbo viene spesso confuso con la brutta calligrafia, la cosiddetta scrittura “a zampe di gallina”. Ma quindi tutti i medici sono disgrafici dal momento in cui non si capisce nulla di ciò che scrivono sulle ricette?! No! 

La disgrafia è un disturbo evolutivo specifico dell’apprendimento che riguarda la competenza grafo-motoria nella scrittura manuale, ovvero chi è disgrafico tende a produrre una grafia poco leggibile, disordinata e tende a essere molto lento nel processo di scrittura. La grande lentezza dell’atto grafo-motorio produce a sua volta un significativo affaticamento nella scrittura prolungata nei vari compiti, come il dettato, la copia o la produzione spontanea di un testo mediante l’utilizzo di qualsiasi carattere: stampato minuscolo, maiuscolo o corsivo. 

La difficoltà a scrivere e il rimanere indietro rispetto ai compagni crea nel bambino conseguenze negative e disagio che si ripercuotono nel contesto scolastico ma anche nella vita quotidiana. Oltre alla lentezza, la poca leggibilità e l’affaticamento, la disgrafia si differenzia dalla brutta calligrafia perché è un disturbo neurobiologico, radicato nel bambino, quindi persistente nel tempo e soggetto solo a piccoli e parziali miglioramenti con un trattamento. Una difficoltà nel grafismo può avere invece un carattere temporaneo ed essere associato solamente a fattori di ordine motivazionale ed emotivo. Basti pensare a quante titubanze, insicurezze e variabilità nella grafia abbiamo avuto nel corso degli anni di scolarizzazione. La scrittura è quindi soggetta a numerosi cambiamenti ma essi sono comuni a tutti e fanno parte del normale processo di apprendimento di questa abilità.

Come si valuta? Quali sono i parametri?
Lo specialista andrà a valutare la qualità del segno grafico, quindi l’oggettiva leggibilità della scrittura non solo per il lettore, ma anche per il bambino stesso e la velocità di scrittura. Oltre a questi aspetti bisogna fare attenzione anche ad altre caratteristiche, ad esempio se rispetta o meno i margini e le righe del foglio, l’orientamento, la forma, la dimensione delle lettere prodotte e la loro spaziatura. Nei casi più gravi vi sono addirittura delle inclinazioni delle lettere fino a dei veri e propri capovolgimenti. Questo vale anche per la scrittura di numeri. Inoltre anche la pressione troppo debole o troppo forte della penna sul foglio, l’impugnatura scorretta e la postura possono portare al bambino un ulteriore affaticamento nell’attività di scrittura prolungata.

Come per la Dislessia e la Disortografia, la diagnosi di Ddsgrafia può essere effettuata alla fine del secondo anno della scuola primaria. Dal momento però che la disgrafia è una problematica di natura motoria e lo sviluppo delle abilità grosso-motorie ha un chiaro coinvolgimento nelle abilità di realizzazione grafica, è opportuno considerare tutto lo sviluppo psicomotorio del bambino ad esempio: quando è iniziata la deambulazione autonoma, se ha o aveva comportamenti goffi e impacciati, a che età ha tolto le rotelline dalla bicicletta; posso essere utili informazioni su attività fino-motorie come l’uso delle forbici, se il bambino amava o ama disegnare, se quando colora rispetta i bordi della figura. 

Altre indicazioni posso riguardare le abilità prassiche come allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia ecc.
In seguito alla diagnosi, per migliorare la situazione oltre a un percorso di trattamento costruito ad hoc a seconda dei dati emersi dalla valutazione psicodiagnostica, è possibile grazie alla Legge 170/2010 utilizzare gli strumenti compensativi/dispensativi previsti. In caso di disgrafia è utile l’utilizzo del pc, il registratore per dispensare il bambino dalla scrittura manuale, tempo in più per i compiti in classe o sostituzioni di compiti scritti con interrogazioni orali.

A cura della Dott.ssa Monica Conti, psicologa
Mail: monica.conti590@gmail.com
Tel: 348 8241179

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