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Errori di ortografia: sono tutti uguali? Ne parliamo con la psicologa

Errori di ortografia: sono tutti uguali? Ne parliamo con la psicologa

Oggi parlerò di un altro importante disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda l’abilità di scrittura chiamato Disortografia Evolutiva o Disturbo Specifico della Scrittura. Quando normalmente ci viene chiesto di scrivere una parola sotto dettatura nella nostra mente facciamo una vera e propria trasformazione dal linguaggio parlato al linguaggio scritto. Questa operazione in gergo scientifico viene detta transcodifica ovvero passare da un codice orale (fonema) ad un codice scritto (grafema). Quando impariamo a scrivere, la transcodifica, la conversione fonema/grafema, costituisce il vero “cuore” del processo di scrittura. 

Utilizzando il modello neuropsicologico denominato a due vie: si utilizza la via “fonologica” per la conversione dei singoli suoni nelle corrispondenti lettere grafiche mentre ci si avvale della via “lessicale” per recuperare dalla nostra memoria la forma ortografica corretta dell’intera parola. In presenza di disturbo specifico della scrittura la conversione fonema/grafema, il recupero della parola e altri processi sottostanti non vengono completamente automatizzati. I bambini e ragazzi con disturbo della scrittura si fanno notare per una certa lentezza esecutiva nello scrivere le parole non causata da una scarsa velocità del gesto motorio ma attribuibile piuttosto alla grande difficoltà a recuperare la forma ortografica corretta della parola dal “magazzino delle parole”.

Quali sono i campanelli d’allarme?
Solitamente, gli insegnanti, riferiscono che i loro alunni restano indietro durante un dettato, nei compiti in classe producono poche frasi, realizzate con un numero limitato di parole e consegnano in ritardo il loro elaborato. Ma la caratteristica principale che contraddistingue i disortografici è il grande numero di errori ortografici in un testo. Il controllo del quaderno, infatti, consente di evidenziare la presenza di tante tipologie di errori: dai più gravi a quelli meno gravi. Gli errori si dividono in:

Errori fonologici: sono quelli più gravi perché non viene rispettato il rapporto tra fonema e grafema, non vi è quindi la traduzione dal suono al segno. Essi posso essere:
  • Omissione o aggiunta di lettere o sillabe ad es: fmilia anziché famiglia o pratolo anziché prato
  • Inversione di lettere o sillabe ad es: potlrona anziché poltrona oppure anso anziché naso;
  • Scambio di grafemi di lettere foneticamente simili come ad es: senpre anziché sempre;
  • Errori legati all’uso di gruppi consonantici come ad es: lagi anziché laghi.

Errori non fonologici o lessicali: sono meno gravi di quelli fonologici, essi sono errori nella rappresentazione ortografica (visiva) delle parole. Essi possono essere:
  • Fusione illegale di parole ad es. inalto anziché in alto o conloro anziché con loro;
  • Separazione illegale di parole ad es: in sieme anziché insieme o per chè anziché perché;
  • Scambio di grafema omofono (che ha lo stesso suono) ad es: scualo anziché squalo;
  • Uso dell’ “h” nel verbo avere ad es: un hanno fa.

Errori fonetici: sono quelli meno gravi in assoluto e sono legati ad accenti e doppie ad es: scimia anziché scimmia o citta anziché città.

Come per la Dislessia anche la diagnosi di Disortografia può essere effettuata alla fine del secondo anno della scuola primaria da uno specialista privato o dall’ASL locale. È importante sottolineare che oltre alla competenza ortografica in sede di valutazione neuropsicologica, verranno prese in considerazione e valutate mediante test standardizzati specifici, anche altre componenti della scrittura come: l’espressione scritta, la sintassi, la scelta del lessico, la punteggiatura, l’organizzazione del contenuto ecc. in modo da misurare tutti i livelli di competenza e intervenire in modo mirato sia sull’abilità deficitaria ma anche sull’aspetto motivazionale e la scarsa autostima del bambino. 

Egli infatti affronta i compiti scritti con grande scoraggiamento e frustrazione non riuscendo mai a stare al passo con i compagni e disperdendo significative quantità di energie e attenzione. Successivamente alla diagnosi è possibile usufruire degli strumenti compensativi/dispensativi previsti dalla Legge 170 (ad es. l’utilizzo del pc con correttore ortografico o dispensare il bambino dalla scrittura sotto dettatura ecc.) e attuare interventi specifici per sopperire alle difficoltà migliorando notevolmente il “suo rapporto” con la scrittura con gli altri e sé stesso.

A cura della Dott.ssa Monica Conti, psicologa
Mail: monica.conti590@gmail.com
Tel: 348 8241179

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