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Maratona benefica, prima tappa da Padova a Codigoro

Maratona benefica, prima tappa da Padova a Codigoro

I messaggi dei bambini saranno consegnati al Papa


Ha subito fatto centro la prima tappa della “Staffetta per la Speranza” partita nel pomeriggio di Pasqua da Padova per raggiungere Codigoro.
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Sono stati cinque i maratoneti che si sono alternati negli 80 km che separano l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova dalla centrale Piazza Matteotti a Codigoro.

A scambiarsi il testimone ogni 15/20 Km sono stati  il Maresciallo Marco Nicolai, il Maresciallo Giuseppe La Macchia, il Brigadiere Sandro Boni, il Brigadiere Leonardo Salvini e l’Appuntato Giuseppe Cecca, tutti facenti parte della “Legione Veneto”.

La maratona benefica è organizzata dalla Fondazione Città della Speranza Onlus, in collaborazione con Carabinieri ed Esercito, con l’obiettivo di abbracciare idealmente tutti i bambini e ragazzi colpiti da gravi patologie e farsi portavoce delle loro aspettative presso Papa Francesco in occasione dell’udienza generale di mercoledì 24 aprile, durante la quale gli verranno consegnati dei messaggi scritti direttamente da loro. 

Ieri, a dare il via alla Staffetta con l’intrattenimento di Dario Bolognesi, sono stati il fondatore Franco Masello, il presidente Stefano Galvanin, il Tenente Colonnello della Legione Veneto Stefano Lupi e l’assessore allo sport del Comune di Padova Diego Bonavina.

Arrivati intorno alle 22,00 in Piazza Matteotti, i corridori han trovato ad attenderli, oltre ad un nutrito pubblico di cittadini festanti, anche la sindaca di Codigoro Sabina Alice Zanardi ,il coordinatore del Nucleo di Protezione Civile dell’A.N.C. Luciano Avantaggiato ed il responsabile operativo Raffaele Forzatti. 

Doveroso il ringraziamento della prima cittadina che ha encomiato l’iniziativa “per la speranza che date ai nostri giovani”…

Un sentito ringraziamento alla Compagnia dei Carabinieri di Comacchio e alla Stazione Carabinieri di Codigoro per aver collaborato con il Comando Provinciale di Padova al servizio di scorta e viabilità, nonché al dottor Bruno Ruffato che ha prestato il servizio di assistenza medica lungo il percorso.
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