Comacchio e Lidi

Porto Garibaldi, un secolo e non sentirli

Porto Garibaldi, un secolo e non sentirli

Sotto un cielo plumbeo che non è riuscito a smorzare l’entusiasmo dei presenti, si sono svolte sabato mattina le celebrazioni per la nuova denominazione di Porto Garibaldi. L’alzabandiera ha inaugurato una mattinata ricca di interventi ed ospiti. Dalle ore 10, alla presenza del sindaco Marco Fabbri che ha aperto gli interventi, si sono alternati il Prefetto di Ferrara Michele Campanaro, Marcella Zappaterra, Consigliera Regione Emilia-Romagna, Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara Comacchio, Annita Garibaldi Jallet, pronipote di Giuseppe Garibaldi, Luigi Davide Mantovani, vice presidente dell'Associazione “Amici del capanno di Garibaldi” di Comacchio e Marcello Bellotti, rappresentante del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che ha dato lettura del Decreto del 13 aprile 1919 con il quale Magnavacca diviene Porto Garibaldi.

Il Decreto, firmato da Tommaso di Savoia (Duca di Genova e Luogotenente di Vittorio Emanuele III) stabiliva per la località di Magnavacca, sul litorale di Comacchio, la nuova denominazione celebrativa di Porto Garibaldi, che prende avvio dalle vicende storiche che hanno coinvolto il tratto di costa del Comune comacchiese all'alba del 3 agosto 1849: braccato dagli austriaci, sul Mare Adriatico, l’Eroe dei due mondi non più in grado di proseguire la sua missione verso Venezia è costretto a guadagnare la costa per trovarvi rifugio e, poi, la salvezza. Ha così inizio la trafila garibaldina che vedrà Comacchio, la sua costa e le sue Valli i luoghi di accoglienza di Giuseppe Garibaldi con la moglie Anita morente e dei suoi fedeli seguaci: Ugo Bassi, Livraghi, Ciceruacchio.

La giornata celebrativa è proseguita con la deposizione della corona d’alloro al cippo monumentale dedicato allo sbarco di Giuseppe Garibaldi accompagnata dalla Fanfara dei Bersaglieri “Garibaldina” di Treviolo, Bergamo. Il corteo ha poi sfilato verso il cippo dei Marinai e omaggio al monumento a Garibaldi e Anita in fuga in viale Ugo Bassi e presso quello dedicato ai Patrioti garibaldini di piazza 3 agosto.

La cerimonia si è conclusa con la messa a dimora della rosa “Anita Garibaldi” nell’ambito del progetto coordinato dall’ente morale museo e biblioteca “Renzi” di Borghi (Cesena) e sostenuto dai comuni della trafila garibaldina, ha concluso le celebrazioni Maria Chiara Cavalieri, assessore alle Politiche dell’Associazionismo del Comune di Comacchio.

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