Comacchio e Lidi

Il restyling di Lido Estensi, gli obiettivi del progetto

Il restyling di Lido Estensi, gli obiettivi del progetto

Lido degli Estensi sarà interessato nei prossimi anni da un intenso restyling del suoi luoghi più vissuti, frequentati e simbolici, ossia i viali Carducci Querce, che corrono lungo tutto il Lido. La progettazione della riqualificazione è stata avviata nel 2016 con il contributo di cittadini e turisti che hanno potuto presentare in diverse occasioni suggerimenti e proposte. 

Vi proponiamo, a qualche giorno dalla presentazione ufficiale del progetto preliminare, la relazione contenuta nello Studio di fattibilità tecnico-economica realizzato da Acer Ferrara, che ha in carico appunto l’ambizioso progetto. Anche le immagini relative al ‘prima e dopo’ sono tratte dallo Studio.

Riqualificazione di V.le Carducci/Querce e zone limitrofe Lido degli Estensi

I viali Carducci e Querce rappresentano un lungo rettifilo di 1267 metri, parallelo alla costa e distante circa 250 metri dal lungomare, che innerva, struttura e costituisce l'abitato di Lido degli Estensi. Ad oggi i viali Carducci e Querce rappresentano uno dei principali punti di riferimento e di attrazione turistica della costa ferrarese, lo spazio urbano più importante dei Lidi Ferraresi.

La fortunata posizione del viale all'interno del Lido degli Estensi lo ha contraddistinto fin dagli anni '50 e '60 come grande attrattiva e spazio di fruizione e passaggio. Erano subito sorti ai lati dell'arteria, edifici con una mole notevole contraddistinti quasi sempre da una base commerciale destinata a negozio soprattutto bar e ristoranti. La qualificazione urbanistica però non ha seguito la stessa velocità di adeguamento al cambiamento tipologico di uno spazio che, da semplice percorso carrabile, si andava via trasformando in una vera e propria piazza.

È con il 1993 infatti che il Comune di Comacchio commissiona all'architetto bolognese Pier Luigi Cervellati il "progetto per una nuova immagine di viale Carducci-Lido degli Estensi". Uno spazio ormai riconosciuto come centralità. Dalla relazione generale del 10 luglio 1993: «La proposta è quella di creare una strada con un inizio e una fine. Un'entrata che è anche un'uscita e viceversa, un'uscita che è anche un'entrata. Un punto di arrivo che è un punto di partenza».

A distanza di venticinque anni il viale si presenta come un luogo ancora molto frequentato, caratterizzato da una fruizione prettamente estiva e vissuto soprattutto da famiglie. La zona a traffico limitato consente sia l'utilizzo carrabile che quello pedonale e permette al luogo di tornare ad essere l'originaria arteria carrabile per le necessità di residenti e commercianti ma non nega la sua ormai consolidata vocazione di area pedonale. Il piano del 1993 ha istituito anche i sensi unici di marcia e ciò è da considerarsi come un elemento funzionante e funzionale.

Il tempo trascorso ha inevitabilmente degradato i materiali utilizzati contribuendo a dare un'immagine di degrado. Gli elementi maggiormente negativi si riscontrano soprattutto nella posa indifferenziata di una pavimentazione ormai imbruttita, scolorita e disconnessa. Non vi è nessun ordine e distinzione fra l'uso carrabile, ciclopedonale o prettamente pedonale e cosa ancor peggiore non vi è una sottolineatura e una distinzione fra i tipici elementi urbani come la strada, la piazza e lo slargo che determinano modalità diverse di fruizione dei luoghi.

Lo studio ha portato alle definizione di aspetti di input per la definizione del progetto:

1. I lidi ferraresi hanno da sempre avuto la vocazione di attrazione per le famiglie: in particolare il Lido degli Estensi è particolarmente frequentato da famiglie con bambini e ragazzi;
2. Analizzando nello specifico i rapporti socioeconomici che si svolgono sulla costa, appaiono evidenti le forti relazioni che si svolgono fra Portogaribaldi, Lido degli Estensi e Lido di Spina. Rappresentano un bacino unitario in termini di tipologia di utenza, di vicinanza e di flussi quasi a formare una piccola città lineare;
3. Appare molto evidente, transitando sui luoghi del viale, una situazione di scarsa qualità urbana e di degrado degli arredi e delle pavimentazioni. Solo la presenza dei pini marittimi superstiti allevia questa percezione;
4. La struttura del viale, così come è oggi, non tiene conto dei flussi, dei percorsi e delle polarità già presenti all'interno del luogo; è comunque necessario immaginare la fruizione estiva del viale dove nella maggior parte della giornata vige la zona traffico limitato e i fruitori sono liberi di vivere gli spazi in libertà con la possibilità senza vincoli fisici di attraversare la strada da un capo all'altro.

L’analisi dei fabbisogni ha portato alla definizione degli obiettivi di progetto:

1. Pensare ad un luogo che sia soprattutto un sistema di relazioni e che consenta ampia vivibilità attraverso la progettazione di vaste aree pedonali, ciclabili, di piazze e slarghi arricchite di panchine, sedute ed altri utili ed indispensabili elementi di arredo;
2. Dare forza e formalizzare i flussi e i collegamenti fra Portogaribaldi, Lido degli Estensi e Lido di Spina;
3. Proporre un progetto dove la qualità urbana è data anche dalla qualità degli arredi e dei materiali;
4. Abbandonare la totale indefinizione dell'attuale pavimentazione privilegiando l'uso di texture e colori diversi che possano, psicologicamente, definire a terra i flussi ciclopedonali, carrabili, di piazza, di viale, di sosta;
5. Mantenere, soprattutto in occasione di eventi, quando il viale si trasforma in una piazza estiva completamente pedonalizzata, la libertà di poter attraversare lo spazio senza barriere fisiche e senza ostacoli.

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