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Un giorno di pioggia, ma resta l'emergenza siccità: cosa dicono le previsioni

Un giorno di pioggia, ma resta l

Giornata bagnata sul basso ferrarase, non abbastanza per risolvere purtroppo l’emergenza siccità che sta investendo il Delta. Preoccupa molto infatti, soprattutto gli operatori agricoli, il lungo periodo senza piogge che si prolungava dall’ultima perturbazione dell’11 febbraio, che ha portato piogge di scarsa intensità con temperature di circa 3 gradi sopra le medie stagionali.

Le piante ne stanno risentendo tantissimo" ci spiega Chiara Vanessa Michelon che, con il padre, gestisce un'azienda agricola nel basso Ferrarase, messa a dura prova come altre in questo periodo. "Manca l'acqua di approvvigionamento nei fossi e sono a rischio i raccolti di barbabietole e di grano che stiamo seminando in questo periodo, per non parlare delle piante da orto che senza la giusta umidità non riusciamo a coltivare".

Ma quali sono le cause di questo clima che è tutto fuorchè prevedibile? lo abbiamo chiesto ad un esperto climatologo, nonché professore presso l'università di Ferrara, Massimiliano Fazzini.

"Occorre ricordare che nella zona del Delta febbraio è il mese più secco dell'anno. I dati parlano chiaro: a livello quantitativo, nell'area di interesse, sono caduti dall'inizio dell'anno dai 45 a 57 mm di pioggia distribuiti in 8 giorni, a fronte di una media storica di 100 -110 mm distribuiti in circa 15 giorni" illustra Fazzini.

Un'alta pressione persistente che alterna correnti sub tropicali e continentali ha creato una serie di situazioni non consuete e i valori di fatto risultano dimezzati rispetto a quelli dell'ultimo trentennio.

"Il clima complessivamente mite di febbraio e una certa persistenza di venti deboli e secchi hanno contribuito ad un più rapido disseccamento dello strato più superficiale del suolo, con conseguenze sulle colture in semina durante questo periodo".

Ma cosa dobbiamo aspettarci da questa anticipata primavera?

"Fermo restando che le previsioni climatiche non ci danno ancora tendenze ben precise, si può già ipotizzare una seconda parte del mese di marzo e gran parte del mese di aprile ancora caratterizzati da persistenti condizioni di alta pressione. Non si intravvederebbero condizioni favorevoli a precipitazioni abbondanti che possano ‘ricaricare’ le falde acquifere e gli specchi d’acqua superficiali”.

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