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Intervista a Giuseppe Giacobazzi, da Zelig a Codigoro

Intervista a Giuseppe Giacobazzi, da Zelig a Codigoro
Giuseppe Giacobazzi, per l'anagrafe Andrea Sasdelli, romagnolo doc, tra i comici più amati del panorama nostrano, mercoledì 13 febbraio alle 21 presenterà al Teatro Arena di Codigoro il suo ultimo spettacolo "Noi. Mille volti e una bugia", diretto da Carlo Negri. 

"È un lavoro che parla delle maschere, scritto da me - afferma Giacobazzi - ed ispirato al romanzo di Luigi Pirandello 'Uno, nessuno, centomila': all'interno dello spettacolo porto la mia esperienza, raccontando le maschere che portiamo in faccia, perché tutti conviviamo con una maschera, quando vogliamo mentire a noi stessi o qualcun altro, per compiacerlo. Una roba esagerata". 

Il confine sottile tra quello che siamo, quello che vorremmo essere e come ci mostriamo attraversa il canovaccio di uno spettacolo che sta registrando il sold out in tutti i teatri. 

"Ad Argenta - prosegue l'attore, nato ad Alfonsine 56 anni fa -, da due anni mi chiedevano due date. Quest'anno ho voluto accontentarli. E' un impegno notevole inserire una data in una programmazione stagionale, ma fa piacere ritrovare sempre il calore del pubblico. Mi stupisco che ci sia ancora tanta gente a volermi bene dopo tanti anni, dato che non mi si vede in tv".  

Dagli esordi in una piccola radio di Lavezzola, a metà degli anni '80, la carriera artistica di Giuseppe Giacobazzi è stata un'escalation continua di successi televisivi, radiofonici, teatrali, con qualche incursione anche nel cinema. 

"Ho cominciato a fare lo speaker di notte in una piccola radio, al fianco di mio zio Sesto e poi grazie all'amico Duilio Pizzocchi con una compagnia di amici ha preso forma il Costipanzo Show, una parodia del Costanzo Show. Io ero tra quelli e alla fine, smettendo i panni della macchietta, ho continuato a portare sul palco il personaggio che avevo creato, Giuseppe Giacobazzi." 

Se la scelta del nome potrebbe sembrare scontata, visto che Giuseppe è tra quelli più comuni, non altrettanto può definirsi quella del cognome, perché richiama un marchio pubblicitario che era stato disegnato sulla tuta dell'indimenticato pilota di Formula 1 Gilles Villeneuve. 

"Io sono Andrea per tutti - precisa Giacobazzi -, ma mi giro anche se mi chiamano Oh!". Il legame con la terra d'origine, dopo 25 anni vissuti sui palchi di tutta Italia, è rimasto immutato, anche se "vivo a Bologna, ma passo da Alfonsine - riconosce Giacobazzi -, ogni volta che vado a Marina Romea, dove ho casa". 

È nel teatro che Giacobazzi ha trovato la sua "dimensione ideale", ma non esclude di tornare in televisione con un nuovo programma. 

"Mai dire mai:  fin tanto che avrò qualcosa da dire mi concentrerò sul teatro e alla radio. Conduco una striscia quotidiana a Radio Italia. Ho fatto cinque film, lavorando al fianco di Vincenzo Salemme, Alessandro Gassmann, Sergio Sgrilli e Massimo Ceccherini. Belle esperienze. Mi sono trovato bene con tutti. Vedremo quali sorprese ci riserva il futuro". 

Cabarettista fine, dall'ironia tagliente, irresistibile, Giacobazzi porta in scena la quotidianità in tutte le sue sfacettature, snocciolando gag memorabili, capaci di ridimensionare ansie, preoccupazioni, difficoltà relazionali, richiamando battute una dopo l'altra. "Sono abbastanza ottimista - ammette il comico romagnolo - e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Cerco sempre il lato comico nelle cose". 

Lo spettacolo "Noi. Mille volti e una bugia" è tra quelli della stagione teatrale invernale, promossa ed organizzata dal Comune di Codigoro.
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