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Lavori in corso a Pomposa, come sarà la nuova Palazzina Iat

Lavori in corso a Pomposa, come sarà la nuova Palazzina Iat

La Palazzina Iat di Pomposa (conosciuto anche come palazzina Ex scuole, inserita nel complesso monumentale millenario alle porte di Codigoro) è da mesi al centro di un progetto di ristrutturazione che interverrà su interni ed esterni, impianti, servizi igienici, percorso di accesso, mura e copertura. Si tratta di un progetto finanziato quasi completamente dai fondi regionali del Programma di Sviluppo Rurale con 478 mila euro sui 499 complessivi e studiato tenendo in considerazione il contesto storico e ambientale in cui è collocato, con la supervisione della Soprintendenza per i beni culturali. 

Ripercorriamo gli aspetti più significativi della progettazione definitiva presentato dai tecnici del Comune di Codigoro in una recente relazione.

UN PO’ DI STORIA

La prima comunità monastica si insediò già nel VI-VI secolo in quella che allora si presentava come l’Insula Pomposiana mentre della prima chiesetta vi sono tracce archeologiche del VIII-IX secolo. Nel 1151 con la rotta di Ficarolo cambia l’assetto idrografico del Delta del Po e il territorio pomposiano comincia a impaludarsi. Molte sono le vicende del complesso monastico, dei sui illustri monaci, della sua importantissima biblioteca e dei fabbricati con i famosi mosaici fino al definitivo abbandono degli ultimi monaci nel 1671. Nel 1802 la politica napoleonica di soppressione dei beni ecclesiastici la vende alla famiglia Guicciolli di Ravenna che la trasforma in azienda agricola. Dopo l’Unità d’Italia lo Stato riscatta i beni monumentali e nel 1841 inizia la bonifica del territorio circostante. I restauri ai fabbricati del complesso monastico iniziano degli anni ‘20 e ‘30 del Novecento dal Palazzo della Ragione ma è solo nel 1960-76 che si riprendono i lavori e si fonda il Museo Pomposiano. Oggi il complesso monumentale di Pomposa si trova nel territorio del Delta del Po, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, e richiama numerosi turisti. Della Palazzina Iat non ci sono notizie certe della prima edificazione con funzione di scuola ma si può ipotizzare risalga agli anni ’20-’30 del secolo precedente in concomitanza con il ritrovato interesse del complesso e l’inizio dei lavori di restauro.

IL PRECEDENTE RECUPERO DELLA PALAZZINA

Nel 1996 lo stato di degrado avanzato ha fatto sì che il Comune di Codigoro promuovesse un importante recupero per la nuova destinazione d’uso a ufficio dell’informazione turistica. I lavori hanno visto un rafforzamento delle strutture di fondazione e la realizzazione di drenaggi sottopavimento. Fu studiata una nuova distribuzione interna e rifatti gli impianti adeguandoli alle normative esistenti. In esterno si operò la rimozione degli intonaci originali, il rifacimento della tinteggiatura, la realizzazione della rampa per l’accesso disabili, la manutenzione straordinaria del coperto. I lavori ultimati nel 1997 furono seguiti dagli architetti Patrizio Ferrarini e Alberto Balboni.

LA PALAZZINA OGGI 

Si presenta come un fabbricato isolato, a due piani, con pianta pseudo quadrata. L’intonaco esterno è di colore giallo chiaro, cornici, paraste e decorazioni sono di colore bianco-avorio, gli scuri in legno verniciato di verde. Presenta anche una rampa di accesso disabili con parapetto in ferro e pavimentazione in tavelle di cotto, e un marciapiede perimetrale. Il piano terra ospita l’ufficio di Informazione Turistica, i servizi igienici e un deposito. Al primo piano un unico ambiente è utilizzato come grande sala espositiva. Nel piano seminterrato ci sono due ambienti deposito utilizzati anche come zona impianti. Le finiture risalgono tutte all’ultimo restauro del 1996.
Per quanto riguarda lo stato di conservazione, il fabbricato è in discrete condizioni di manutenzione. L’umidità di risalita al seminterrato e al piano terra ha generato importanti stati di degrado agli intonaci e alle finiture superficiali. Al piano seminterrato è presente molta umidità e condensa tale impedire l’utilizzo dei locali destinati a deposito, ma anche il deposito a piano terra presenta intonaco sgretolato e tinteggiatura sfogliata. La presenza di umidità è molto evidente anche sui muri perimetrali esterni. Passando al tetto, il manto di copertura presenta in alcuni coppi rotti e scivolati, mentre la guaina ardesiata presente non evidenzia problemi, né sono presenti infiltrazioni nella copertura della sala espositiva, ma nella parete sud è visibile una cavillatura dal cornicione potrebbe essere sintomo di una sofferenza strutturale. Le grondaie in rame sono in discreto stato di manutenzione, in alcuni punti mancano i ferri di tenuta alla gronda. Gli scuri presentano vernice sfogliata e alcuni doghe e aperture rotte che li rendono pericolosi nell’apertura. Circa gli impianti di riscaldamento/condizionamento, nei bagni i radiatori in ghisa sono lievemente arrugginiti. 

IL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE

A fronte della necessità di alcuni urgenti interventi di manutenzione straordinaria e alcuni miglioramenti per la fruizione degli spazi interni si è ritenuto di intervenire innanzitutto sull’umidità di risalita, attraverso un drenaggio perimetrale esterno, la rimozione del marciapiede in cotto e della rampa per disabili, scavo e posa di strati di ghiaia. Il perimetro del fabbricato verrà poi completato riproponendo un camminamento-marciapiede in cotto con luce segna-passo a led.
L’intonaco sia interno che esterno verrà rimosso e sostituito con intonaco di risanamento in modo da far permeare la residua umidità. Al piano terra invece, previa rimozione degli intonaci ammalorati, è previsto un nuovo intonaco termoisolante, traspirante, deumidificante e anticondensa perché l’umidità possa essere espulsa nell’ambiente. Ciò migliorerà contestualmente la resa energetica del fabbricato.
Al piano seminterrato sarà posizionato un nuovo vespaio aerato che contrasterà la risalita all’umidità presente nel terreno e sarà utilizzato cemento osmotico per impermeabilizzare definitivamente gli ambienti che potranno quindi essere finalmente utilizzati come deposito, liberando ambienti al piano terra utili all’uso quotidiano della struttura. Per mantenere basso il livello dell’acqua presente nel terreno ed aiutare il funzionamento degli intonaci traspiranti, è stata proposta l’installazione di un sistema che prevede un leggero campo elettromagnetico tra il muro e il terreno.
Per la copertura (tetto esterno) il progetto propone il rifacimento completo del manto in coppi, con guaina impermeabilizzante sottostante e delle grondaie in rame. 

LA RAMPA DI ACCESSO 

La rampa precedente viene rimossa per dare beneficio al risanamento delle murature ove è addossata. Sarà riproposta una soluzione più integrata con il contesto, permetterà di evitare l’enfatizzazione e ghettizzazione della disabilità motoria, in linea con le più contemporanee indicazioni di approccio al problema. Si prevede quindi una lunga rampa frontale che ricalca il camminamento di collegamento con il percorso pedonale esistente. La pendenza verrà realizzata attraverso il riempimento di ghiaia, accompagnata con un rialzo laterale di terra che sarà ricoperta a prato per la massima integrazione con il contesto e rivestita con formelle di cotto.

LA VISIBILITÀ DALLA STATALE ROMEA 

La Palazzina Ex Iat risulta particolarmente evidente dalla via Romea e dall’accesso frontale alla Chiesa dopo la rimozione degli alberi che la schermavano, avvenuta circa 10 anni fa. Con questo progetto si vogliono riproporre gli alberi ad alto fusto scelti in accordo con la Soprintendenza. Si pensa a specie tipo la Robinia, il Carpino o il Biancospino comune. La presenza di questi alberi gioverà contemporaneamente al risparmio energetico del locale adibito ad ufficio turistico in quanto potrà schermare i raggi solari che oggi illuminano direttamente la facciata portando disagio visivo e riscaldamento estivo.

GLI INTERNI

La destinazione d’uso ad Ufficio turistico implica che durante le ore di apertura dell’ufficio il portoncino di ingresso rimanga aperto. Nel rispetto delle norme per la sicurezza antincendio, la proposta dei progettisti è quella di realizzare una bussola di ingresso, trasparente, in acciaio e vetro, con maniglioni ed apertura a spingere verso l’esterno. Verrà mantenuto il servoscala per i disabili e adeguato il solaio del vano scale per una migliore fruibilità.
Nell’Ufficio Turistico si è riscontrata una maggiore necessità di superficie per esposizione di pubblicazioni e/o di prodotti locali. Nuovi spazi saranno ricavati dalla stanza ora utilizzata come deposito, con demolizione delle tramezze che permetteranno di ottenere un ufficio turistico più ampio. Per la nuova illuminazione saranno utilizzate strip led a basso consumo e variatori di intensità per modulare la luce seconde le differenti necessità.
Al piano superiore è prevista la rimozione di elementi fissi e pareti in cartongesso per una soluzione più flessibile di pannelli che permetta di utilizzare la sala non solo per esposizioni ma anche come punto di aggregazione e per eventi.
Per quanto riguarda i servizi igienici, saranno previsti nuovi sanitari e nuovi radiatori in acciaio a fronte di quelli presenti in ghisa che necessiterebbero di approfondita manutenzione.
Sono previsti inoltre interventi mirati al contenimento energetico, con l’isolamento termico del piano superiore, che permetterà un ridotto consumo energetico del grande ambiente sia nel periodo invernale che nel periodo estivo. 


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